Giannis, Kemba, Tatum e Jokic Il mondo può lustrarsi gli occhi

LE STELLE
Mancano i migliori, è vero. Non vedremo Lebron, Harden, Curry, Thompson, Durant, Leonard e tanti altri mostri sacri Nba. Non vedremo nemmeno i due assi appena sbarcati in Italia, Rodriguez e Teodosic.
Ma gli altri, tutto il meglio del basket mondiale, in Cina ci sarà. E ci godremo due settimane di pallacanestro sublime, con l’eterna sfida del basket europeo al trono degli statunitensi. E la sconfitta degli Usa, a suo modo storica, nell’amichevole di Melbourne contro l’Australia ci dice che le distanze si sono ridotte. Sì, perché la squadra di Popovich è forte ma non imbattibile. Kemba Walker, Kris Midleton e Jason Tatum sono straordinari terminali offensivi, ma il team non sembra avere la profondità di altre volte. A proposito di completezza, pochi arrivano al livello della Serbia di Sasha Djordjevic: Jokic, centrone tuttofare dei Denver Nuggets è il nume tutelare di un roster perfettamente bilanciato tra starting five e panchina: le partite, specie quelle equilibrate, promettono di spaccarle in due Bogdanovic e Bjelica, duo dei Sacramento Kings dal talento assolutamente straripante.
E se si parla di gente impossibile da marcare, preparatevi all’impatto di Giannis Antetokounmpo, un ballerino di 2,11, fisico bestiale con mani e piedi da fata. A Milwaukee ha incantato il mondo, diventando uno dei primi cinque giocatori Nba: la sua Grecia non è irresistibile, lui può trasformarla. Marc Gasol, fresco di anello con Toronto, ha preso il posto del fratello sulla tolda di comando della Spagna, che coltiva ambizioni da podio, mentre la Francia si appoggia sui tre pilastri Nba: il sepiterno Batum, l’airone Gobert, 2,18 dall’apertura alare spaventosa, e Fournier.
Patty Mills, compagno di Marco Belinelli ai San Antonio Spurs, è l’anima di un’Australia che per molti sarà la mina vagante del torneo: con lui Andrew Bogut, esperto lungo di Golden State, e Matt Dellavedova di Cleveland. Ilyasova, Kolkmaz e Osman sono il propellente della Turchia che parte senza squilli di fanfara ma vuole fare strada, tutto da vedere anche il talento cestistico di baby Sabonis, lituano di 2.11 degli Indiana Pacers. E poi, occhio alle rivelazioni: squadre come Nigeria, Angola o Polonia hanno mestiere, carattere, tecnica. Pronti per lo show? —
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