Giorico, il regista: «A Trieste per risalire Giocare per vincere è un grande sfida»

Daniele Giorico, 27 anni, è il nuovo regista della Triestina.
A lui la società alabardata ha affidato del chiavi del centrocampo per guidare il nuovo assalto alla serie B. E l’ex Modena, Carpi e Virtus Verona, finalmente giocherà in quello stadio Rocco in cui ancora non ha mai messo piede in carriera.
Giorico, la Triestina in questo mercato ha puntato decisa sul suo nome: che effetto fa?
«Avevo saputo qualche settimana fa dell’interessamento della Triestina, e ammetto che non ci ho pensato tanto, ho dato subito la mia disponibilità: so benissimo in che piazza arrivo, mi hanno già parlato del gruppo, so che campionato hanno fatto lo scorso anno, insomma ci sono tutte le componenti per fare una grande stagione».
Però si è dovuto pazientare per chiudere l’affare: come mai?
«C’è stato un attimo di confusione perché io avevo firmato un anno e mezzo di prestito con la Virtus Verona, e non si capiva se con la riammissione questo avrebbe avuto valore. Quindi ho dovuto un attimo aspettare».
La Triestina le darà le chiavi del centrocampo: sensazioni?
«Assicuro che io arrivo con la massima umiltà, so che chi c’era prima di me ha fatto un grande campionato. Io darò tutto quello che posso e cercherò di contribuire a dare quel qualcosa in più a un gruppo che aveva già fatto molto bene».
Lo scorso anno incontrò la Triestina in una partita incredibile.
«Già, ero nella Virtus Verona e ho incontrato la Triestina nel vero momento di svolta del suo campionato: al 92’ noi vincevamo 3-2, alla fine gli alabardati la ribaltarono a 3-4. Credo sia stato il momento che diede tanta forza a questo gruppo. E la squadra mi fece un’ottima impressione».
Dopo le stagioni col Modena, due anni fa la cercarono anche Sampdoria e Torino: non pesa giocare ancora in C?
«Ma io non lo valuto un passo indietro, anzi per me è un grande passo avanti. Perché nel momento forse migliore della mia carriera, la scelta di Carpi è stata totalmente sbagliata. Avevo la possibilità di scegliere e la scelta non si è rivelata giusta».
Come mai?
«Ho passato un anno e mezzo difficile, certe scelte societarie non hanno facilitato le cose. Ringrazio invece la Virtus Verona che, dopo il mio momento complicato, mi ha rifatto sentire un giocatore. E se ora sono a Trieste, devo ringraziare anche loro».
Come caratteristiche come si descrive?
«Mi piace giocare tanto la palla, ma se c’è da correre non mi tiro certo indietro. Fisicamente sono abbastanza piccolino, ma cerco di metterci tutto per sopperire a questo gap fisico. Del resto lì in mezzo devi saper fare bene entrambe le fasi».
Nessun problema a giocare a due?
«No, ho spesso giocato in un centrocampo a tre, ma tante volte anche a due. Sono ruoli che vanno interpretati in modo diverso, ma ripeto, nessun problema».
Che sfida sarà partire per vincere il campionato?
«Una sfida che dà tanti stimoli. Ho vinto solo una volta il campionato, è da tanto che non gioco per vincere e quindi per me è importante. Del resto una squadra che arriva seconda e poi fa la finale play-off, non può che ripartire per puntare a vincere. Sappiamo che l’obiettivo è quello, come sappiamo che ci saranno tante avversarie».
Con il vantaggio però di giocare in una cornice come lo stadio Nereo Rocco...
«Ho visto le immagini della finale con 20mila spettatori: è stato già emozionante vederla da casa, figuriamoci essere in campo. È un gran stadio, sarà un piacere giocarci. Anche perché finora non ci ho mai giocato». —
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