Gli squali del Sistiana sbranano il San Giovanni
TRIESTE. Secca, meritata, priva di ombre o di fonti di discussione. Appare così la vittoria del Sistiana nella tana del San Giovanni, affermazione figlia della "fame" di punti del clan di Campo coniugata ad un solido assetto ma anche frutto di un vero tracollo dei rossoneri, ieri privi di idee e vessati dalle solite fragilità in difesa.
Più squali che delfini quindi gli ospiti ieri, capaci di denotare maggior fraseggio e una difesa più accorta sin dai primi respiri. Un San Giovanni senza sbocchi in avanti, privo di un gioco dalle corsie e ostinato quasi nel formulare lunghi e insensati lanci nel mucchio, quasi sempre preda di Carli e soci.
La cronaca rileva una discreta occasione per il San Giovanni al minuto 11 ( dribbling sullo stretto di Zacchigna e conclusione centrale) ma è il Sistiana a fare centro al vero suo affondo. Succede al 15°, quando una sfera in piena area trova la retroguardia sangiovannina impacciata, con Catera che svirgola il rinvio e serve inavvertitamente Esposito, bravo a sua volta a sfruttare l'assist involontario e a bruciare Donno con una legnata ravvicinata.
Non c'è la debita reazione da parte del San Giovanni, anzi, è il Sistiana a tenere le redini e a manovrare sia di sciabola che di fioretto, vedi qualche tocco di Kocic. Arriva il bis. Piras apparecchia al centro, difesa ancora in ritardo e per l'accorrente Cannone non è un problema freddare Donno ancora da pochi metri.
Nella ripresa il San Giovanni prova ad abbozzare l'assedio, Potasso incrementa l'attacco con Sorvillo e prova a foraggiare il centrocampo con l'estro di D'Agnolo. Idee interessanti ma che restano tali sulla carta, nonostante qualche buon spunto dei rossoneri in avvio del secondo tempo, uno dei quali, al 14° con Barbagallo, sventato da De Mattia.
Arriva anche il tris sui titoli di coda. La difesa rossonera si apre, anzi si squarcia, Kocic ruba una sfera vagante e trafigge Donno con un pallonetto chirurgico da oltre 30 metri. La ciliegina insomma.
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