Gp di San Marino, Rossi vuole il podio
MISANO ADRIATICO. Marquez, Lorenzo, Rossi: ecco, nell'ordine,i piloti che partiranno in prima fila oggi nel GP di San Marino. Loro, ma anche Marco Simoncelli e i Pink Floyd: Valentino è sceso in pista con un casco dal disegno nuovo, che ricorda l'amico scomparso citando un brano famosissimo del gruppo inglese, “I wish you were here” (mi piacerebbe che tu fossi qui), dedicato a Syd Barrett, uno dei componenti originari della band, poi perso nelle nebbie di una vita difficile. «Mi piacciono le parole dell'ultimo ritornello: le penso, e mi viene in mente Sic», ha raccontato Valentino.
I tempi sul giro di Jorge e Valentino sono praticamente identici, ma sembra che il nuovo cambio seamless abbia aiutato Rossi più che Lorenzo: mentre lo spagnolo è maggiormente cauto, nel valutare la M1 d'oggi («abbiamo problemi non troppo diversi da quelli patiti a Silverstone ed un po' tutto l'anno»), Rossi è decisamente più incline a sottolineare i pregi e lasciare in secondo piano i difetti. «Questa è stata, per me, la qualifica più positiva della stagione. Il cambio funziona perfettamente, il tracciato mi aiuta. Obiettivo, il podio». Particolare importante, e che spiega in buona parte, già da solo, l'ottimismo del pilota Yamaha, il fatto di essere riuscito in ogni sessione del weekend a essere veloce con gomme nuove fin dalle primissime battute. Un risultato che gli era sempre sfuggito di mano; un problema a cui lo stesso Valentino aveva attribuito, in passato, le proprie difficoltà «contro ragazzini che sono capaci, pam-pam, di piazzare giri velocissimi fin dal semaforo verde». Il tracciato di Misano è un percorso sul quale Rossi ha sempre brillato: due vittorie (2008 e 2009) negli anni della prima avventura con Yamaha, ma anche un secondo posto l'anno scorso, con Ducati, e sull'asciutto. «Però - dice - non firmerei affatto per ripetere il risultato del 2013. Voglio lottare fino all'ultimo; e, a quel punto, si vedrà». In ogni caso, non sarà gregario di Lorenzo: «No - risponde secco, a domanda - non qui».
A minare le speranze di vittoria sue e del compagno c’è il solito Marquez, che non perde una battuta: sesta pole e nuovo record della pista: nessuno mai così rapido come lui sul tracciato romagnolo. «Guida di traverso più di Pedrosa - ragiona Rossi - e per questo è più veloce di lui. Corre rilassato. È il favorito. Per quanto mi riguarda, vorrei riuscire per lo meno a dargli fastidio fino alla fine». Marc è anche ruzzolato a terra, ieri. Un errore stupido (lo ha definito così lui stesso): «Ho pizzicato la leva del freno azionando il gas - ha ammesso . Ho un bel passo, non penso di poter prendere il largo, però».
Nereo Balanzin
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