Granoche salva la Triestina al debutto

Il giovane centravanti corregge in gol la punizione di Allegretti dopo il gol di Galeoto
di
Maurizio Cattaruzza

TRIESTE
Il grezzo puledrone uruguagio Pablo Granoche a un minuto dalla fine ha lavato un esordio di campionato che Galeoto aveva sporcato nella ripresa facendo così agitare sulllo stadio Rocco il fantasma della prima sconfitta. E dire che a più di qualcuno era scappato da ridere quando l’allenatore Maran, nel disperato tentativo di raddrizzare una partita storta, aveva ordinato a Lima (proprio come voleva Tonellotto) e all’esordiente e scalpitante sudamericano di restare lassù per fare almeno un po’ di casino. Una mossa strana ma efficace, visto che sulla punizione di Allegretti carambolata sul palo e sulla schiena del portiere Paoletti, Granoche si è buttato come un falchetto sulla palla che stava danzando sulla linea e l’ha spedita nel sacco facendo quasi venire giù la curva Furlan. Di questo debutto dell’Unione fra qualche giorno tutti ricorderanno solo quest’ultima sequenza del gol per lo scampato pericolo, anche perchè non c’è altro da incorniciare.


Apprezzabile solo la reazione. Giusto il pareggio, per carità, la sconfitta sarebbe stata un castigo eccessivo ma la Triestina di Coppa Italia aveva un altro piglio e un altro passo. Ieri, invece, gli alabardati sono scesi in campo contratti, forse troppo smaniosi di vincere, e si è presto creato l’effetto freno a mano. Manovra lenta (troppi tocchi), prevedibile e a volte anche farraginosa. Anche sul piano fisico l’Alabarda non ha convinto in pieno. I primi 45’ sono stati quasi da sbadiglio con i padroni di casa capaci di tirare una sola volta in porta con Pesaresi. A complicare la vita all’undici di Maran è stato anche un Messina molto quadrato e ben messo in campo da Di Costanzo. Biancolino lì davanti è stato un problema per Kyriazis e Mezzano che comunque se la sono cavata con mestiere e attorno alla prima punta giravano Degano più defilato a sinistra e Cordova che praticamente agiva da trequartista. Come se non bastasse, la Triestina ha spesso patito sulla corsia di destra, dalla parte di Pesaresi, le avanzate di Galeoto che ha creato numerosi pericoli e realizzato il gol del momentaneo 0-1. a Sinistra cercava di farsi largo anche l’ex Parisi per scaricare le sue bombe ma per fortuna è stato arginato.


Anche il centrocampo alabardato ha dimostrato di avere poca brillantezza malgrado lo sforzo di Allegretti di fare un po’ di gioco scarsamente aiutato da Piangerelli e Rossetti. Ma il limite attuale dalla Triestina sta nel reparto avanzato, dove Graffiedi pur giocando una buona partita nel primo tempo, quando la squadra era disposta con un 4-3-3, è stato triturato dalla coppia Zanchi Stendarso e non poteva essere altrimenti. Non c’era mai un compagno vicino per l’appoggio o l’inserimento. Sgrigna e Testini partivano troppo larghi e i centrocampisti, soliti ad avanzare, sono rimasti impigliati nella ragnatela creata di Pestrin e Carmine Coppola. Senza movimento, senza nessuno che si buttasse seriamente negli spazi e senza una prinma punta di peso come Biancolino (ha fatto reparto quasi da solo facendo salire la squadra) non si va lontano. Alla fine si può sperare di segnare sugli sviluppi di una punzione o di un calcio d’angolo come è puntualnente accaduto.


Comunque l’Unione ha dimostrato almeno carattere. Si è ribellata all’evenienza di un debutto balordo, seppure con frenesia tutti hanno triplicato gli sforzi per pareggiare, hanno spinto ma non era facile perforare un Messina che negli ultimi 25’ ha schierato dieci uomini nella sua metacampo. Lucido anche Maran già nel ridisegnare la squadra nell’intervallo: in effetti meglio il 4-4-2 della ripresa con Sgrigna affiancato a Graffiedi e l’ex Cittadella ha potuto subito rendersi minaccioso trovando l’opposizione di Paoletti sul primo palo. Lucido (e fortunato) nei cambi Maran visto che Granoche e Lima hanno portato qualcosa. Sarebbe però un gravissimo errore pensare che il problema del bomber sia risolto. L’uruguagio è stato lestissimo ma avrà bisogno di crescere con calma. Non potrà essere il salvatore della patria ogni partita. Era giusto cher finisse in parità una partita sostanzialmente equilibrata, molto battagliata e con le poche occasioni equamente distribuite.


Tuttavia al fischio di chiusura i messinesi si sono messi le mani nei capelli, consci di avere buttato via i tre punti. Dopo il gol di Galeoto scaturito da un tiro da fuori di Parisi con la palla carambolata sulla schiena di Kyriazis e quindi sui piedi del tornante che si è prontamentee girato per batetre a rete, lo stesso numero 29 e Biancolino (bravo Gegè Rossi) hanno sprecato l’opportunità di chiudere l’incontro con una Triestina comprensibilmente sbilanciata. Poi la zampata di Granoche che ha fatto tornare il sole al Rocco.

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