Hamilton: «Asfalto di m...» Il Gp di Turchia rilancia i colori Red Bull e Ferrari

Chissà che Lewis Hamilton non abbia dato involontariamente un’idea per rendere più imprevedibile e divertente la Formula 1 quando, a proposito del circuito di Istanbul, ha parlato di «asfalto di m...». Il leader del mondiale ha faticato a prendere le misure di un circuito che non ospita un Gp dal 2011 e a cui per questo motivo è stato rifatto il manto. I piloti si sono lamentati, hanno fatto un po’di testacoda, e alla fine si sono adattati. Ma la voce di Lewis è più forte: è lui che sta per aggiudicarsi il settimo mondiale (gli basta vincere domani il Gp di Turchia o, in alternativa, perdere meno di otto punti nei confronti del compagno di squadra Valtteri Bottas); ed è sempre lui che ha demolito tutti i primati di Michael Schumacher.
«Per qualche motivo questo fondo è talmente liscio, talmente compatto e lucido che viene fuori l’olio», dice. Ma la pista è uguale per tutti, quindi lamentarsi adesso è poco sportivo. Che dovrebbero dire i 18 piloti che non hanno una monoposto veloce e affidabile come la sua? La Formula 1 è un meccanismo iperorganizzato fino alla noia, che di fronte alla pandemia ha dovuto adattarsi a qualche compromesso e (ri)scoprire autodromi che hanno avuto bisogno di un minimo di maquillage, per esempio una riasfaltatura in extremis senza avvisare in tempo la Pirelli, che così ha portato gomme troppo dure. La situazione farà pure impazzire i piloti, ma forse ci eviterà il solito, stucchevole duetto Mercedes.
Red Bull e Ferrari hanno approfittato della situazione. Sembra quasi che negli ultimi nove anni in cui il Gran premio turco è uscito dal calendario non sia successo nulla. Max Verstappen è il più veloce con la Red Bull, Charles Leclerc lo insegue con la Ferrari staccato di 4 decimi. Nell’ultima edizione disputata nel 2011 la Red Bull realizzò una doppietta Vettel-Webber davanti alla Rossa di Alonso. Hamilton finì quarto, proprio come nelle libere di ieri. Altra curiosità: il record della pista è 1’24”770 ottenuto da Juan Pablo Montoya nel 2005, in occasione della prima edizione della corsa. Verstappen ieri ha girato 5 secondi più lento.
L’Istanbul Park è stato un circuito favorevole alla Ferrari, in particolare a Massa che trionfò tre volte di fila tra il 2006 e il 2008. Un decennio dopo, Leclerc può giocare il jolly: pista inedita, fondo scivoloso e previsione di pioggia durante le qualifiche (il via alle 13): difficile trovare una congiunzione astrale migliore per ottenere un risultato a sorpresa. «Nelle libere mi sono davvero divertito – racconta Leclerc –. Non ho mai avuto così poca aderenza, sembrava di essere sul ghiaccio. È stato uno spasso. E siamo stati anche competitivi». Una novità mica da poco. –
Riproduzione riservata © Il Piccolo








