I club di Terza Categoria in rivolta «Create una Seconda territoriale»

GORIZIA
Sopprimere una Terza categoria ormai non più sostenibile, per le casse delle società ferite in modo violentissimo (e forse insanabile) dalla pandemia e dal lockdown, e dar vita ad una nuova Seconda categoria su base territoriale, in grado di rilanciare il movimento. È la ricetta per il futuro della base del calcio dilettantistico locale proposta con forza e convinzione – ma anche con un appello che ha il sapore del grido d’allarme – da diverse società isontine, friulane e giuliane di Terza categoria che hanno deciso di presentare ufficialmente le loro istanze alla Figc regionale. Parliamo di Poggio, Villesse, Mossa, Castions, Alabarda e Pieris, i cui vertici si sono riuniti nei giorni scorsi nella sede dell’Asd Poggio firmando un documento comune per spiegare le loro ragioni e chiedere un incontro con i rappresentanti della federazione. Ma da cosa nasce la proposta delle società? Essenzialmente dalla consapevolezza che i tempi sono cambiati, e radicalmente, nel giro di soli pochi mesi, e che la situazione che ne deriva è ormai insostenibile.
«La pandemia ha colpito duramente anche il calcio in Friuli Venezia Giulia – si legge nella lettera, che ricorda come per la Terza categoria non siano ancora state fornite indicazioni precise sul futuro campionato –, con una parte importante dei ricavi previsti che sono svaniti con i cancelli dei campi chiusi e i chioschi deserti. Il tutto a fronte di spese già sostenuto per l’intero campionato». «Oggi la Terza categoria non è in grado di ripartire – continua il documento firmato dai sei sodalizi –. Gli spostamenti richiesti alle squadre sono continui e coprono parte importante della regione, le spese crescono e i pericoli per i giocatori pure. Tutto questo non è più possibile dopo ciò che abbiamo vissuto con il lockdown per il Covid-19».
Anche perché trasferte lunghe e incroci tra formazioni lontane tra loro a livello storico ancor prima che geografico influiscono negativamente sul botteghino e le casse sociali, con gli spalti che spesso restano deserti. Di qui l’idea di una Seconda categoria territoriale, con gironi in grado di raggruppare squadre vicine, abbattendo i chilometri da percorrere in trasferta e aumentando il sale della competizione grazie a rivalità storiche e legate al “campanile”. Un tanto che favorirebbe, secondo le società proponenti, anche un ritorno dei piccoli sponsor locali interessati appunto alla territorialità delle partite.
«Io mi auguro davvero che questa proposta partita da Poggio, alla quale abbiamo aderito con grande interesse, possa essere presa in considerazione – spiega il presidente dell’Alabarda, Salvatore Bovino –. Siamo tutti fiduciosi, anche perché di alternative credibili non ce ne sono. Per quanto mi riguarda, se i campionati non venissero riformati abbattendo le distanze, difficilmente ci potremmo iscrivere: a Trieste siamo in pochissimi, in Terza, e non possiamo pensare di affrontare continuamente trasferte da centinaia di chilometri». Bovino allora lancia l’appello alla Figc ma anche alle altre società sparse sul territorio.
«La federazione deve prendere coscienza della situazione e venire incontro alle società, per il bene del movimento – dice –. Faremo nuovi incontri tentando di coinvolgere più squadre possibili nell’iniziativa, più siamo e più saremo forti». —
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