I perché della sentenza «I piani del Milan non appaiono credibili»

Ora la società rossonera punta sul ricorso al Tas contando sull’appoggio del mondo dello sport italiano
10/09/2017 Roma, stadio Olimpico, campionato di calcio serie A 2017-18, Lazio-Milan, nella foto delusione di Leonardo Bonucci
10/09/2017 Roma, stadio Olimpico, campionato di calcio serie A 2017-18, Lazio-Milan, nella foto delusione di Leonardo Bonucci

MILANO. «Credibility», credibilità. Il termine è usato più volte, in senso negativo, nelle oltre 30 pagine di motivazioni con cui la Camera giudicante della Uefa spiega perché ha estromesso il Milan per una stagione dall’Europa.

Il club rossonero presenterà ricorso al Tas entro la prossima settimana, l'appello dovrebbe concludersi per motivi d'urgenza entro il 20 luglio. Ma non sarà semplice per il Milan ottenere l'annullamento della squalifica. Nel 2016 i giudici di Losanna hanno confermato la stessa sanzione, inflitta sempre per sforamenti dei parametri del fair play finanziario del pareggio di bilancio, a Galatasaray e Karabukspor, anche se i due club turchi avevano violato il Settlement Agreement. Al Milan il Settlement per rientrare dagli sforamenti dell'ultimo triennio dell'era Berlusconi (in realtà due anni e mezzo, perché prima il bilancio si chiudeva a dicembre mentre dal 2017 la nuova proprietà lo chiude a giugno) è stato invece negato due volte, come il Voluntary. Anche per le «incertezze sul rifinanziamento del prestito» di Elliott da 303 milioni ottenuto da Li Yonghong per acquistare il club «e sul rimborso delle obbligazioni da effettuare entro ottobre 2018».

Tutta la vicenda è stata ripercorsa dalla Camera giudicante che non entra nel merito della decisione della Camera investigativa ma non ravvisa grossolani errori nel “no” al Settlement. E a più riprese mette in dubbio la credibilità dei business plan presentati dal Milan, soprattutto quelli relativi ai ricavi in Cina.

«La sentenza Uefa sul Milan affossa un po’ anche il calcio italiano. Dispiace molto» ha commentato il n.1 del Coni, Giovanni Malagò: «La storia del club non merita questa decisone. Vediamo, c'è il Tas». «Il Milan andrà fino in fondo, con l'appoggio di tutto lo sport italiano», ha aggiunto il commissario straordinario della Figc, Roberto Fabbricini.

Ma non si annuncia semplice l'appello davanti al Tas, dove il Milan si presenterà per la prima volta sperando di avere fortuna diversa rispetto ai due club turchi. Potrebbe aiutare una svolta a livello societario. Nel frattempo prosegue la trattativa fra Li e Rocco Commisso, che sta provando a chiudere in tempi brevi l'acquisto del 70% del Milan, destinato a finire nelle mani di Elliott se entro settimana prossima il proprietario cinese non restituirà al fondo i 32 milioni di euro dell'ultimo aumento di capitale.



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