I tifosi: «Servono stadi aperti e il Rocco ha superato il test»

Il presidente del Centro coordinamento Triestina Club Marassi: «Quest’ anno niente festa dell’Orgoglio alabardato. Con il Koper tutto si è svolto in sicurezza»
Lasorte Trieste 06/09/20 - Stadio Rocco, Amichevole Triestina - Koper
Lasorte Trieste 06/09/20 - Stadio Rocco, Amichevole Triestina - Koper

TRIESTE Tempi duri per i tifosi. Anche quelli della Triestina, ovviamente, che quest’anno sono costretti a rinunciare a quello che ormai era un appuntamento tradizionale dell’estate, ovvero la Festa dell’Orgoglio alabardato. Per la kermesse nata nei momenti più bui e difficili vissuti dall’Unione, e che ha visto ben sei edizioni svolgersi negli spazi della Tribuna Pasinati, ci sarà un anno di stop, naturalmente per i motivi legati al covid 19. Ma a preoccupare la tifoseria è anche la prospettiva di dover iniziare il campionato senza poter accedere allo stadio. «Sono preoccupato - conferma Sergio Marassi, presidente del Centro di coordinamento dei Triestina Club - vedo che le autorità sono molto restie a mollare sull’aspetto del pubblico negli stadi. Credo vogliano vedere come va dopo la riapertura delle scuole: è un test importante, sul quale probabilmente poi si deciderà anche sugli stadi».

Di certo, Marassi assicura che l’esperienza dell’amichevole contro il Koper (che si ripeterà nel test di giovedì con il Tabor), seppur strana, ha permesso di far rivivere l’atmosfera dello stadio agli appassionati: «Credo che proprio la partita con il Koper - afferma Marassi - ha dimostrato che si può andare allo stadio con tutte le garanzie. Certo, ci sono delle file all’entrata, la mascherina, i moduli di autocertificazione che sono un ulteriore ostacolo, ma così la situazione è gestibile e si può stare in tutta sicurezza, soprattutto all’aperto e mantenendo le distanze.

L’altra volta bisognava anche acquistare per forza il biglietto online, mentre stavolta lo si può fare anche nella sede della Triestina, e questo è un bene perché il pubblico per la maggior parte è avanti con l’età e non ha dimestichezza con certi tipi di meccanismi». Insomma secondo il presidente del Centro di coordinamento, la gente è disposta a questi sacrifici pur di stare vicino alla squadra: «Basti pensare che l’altra volta, in una domenica pomeriggio estiva, c’erano oltre 700 persone. Anche se si è un po’ distanti, si riesce comunque a chiacchierare con gli altri, almeno si respira l’aria dello stadio e si vede la squadra.

C’è gente che verrà sempre, anche se fare grossi numeri in queste condizioni, se si potrà entrare, sarà difficile. Ma ovviamente è triste pensare che è tutto limitato, o che altri con queste regole non vengono, come i tifosi della curva, e non si possa stare insieme a tifare. Vedremo, se ci sarà il via libera, quanto sarà questa capienza ridotta». Il rammarico sarebbe anche quello di non vedere da vicino una Triestina che promette bene: «La squadra era già stata notevolmente migliorata a gennaio - dice Marassi - ora ci sono stati ulteriori ritocchi nei punti deficitari, quindi mi sembra davvero una Triestina competitiva, da vertice, sicuramente più forte di quella che iniziò la scorsa stagione». —


 

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