Il calcio in silenzio piange Morosini

ROMA. Il giorno dopo la morte di Mario Morosini, il calciatore del Livorno che ha perso la vita sul campo del Pescara, è quello del dolore, per la fidanzata e la sorella Maria Carla, disabile; del silenzio, dei campi di calcio dove non si è giocato; e delle spiegazioni, del presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, di sospendere tutti i campionati dalla A alle giovanili.
«Abbiamo cercato di prendere la decisione più giusta dato che, dal momento della notizia della morte di Morosini, sono passati attimi veloci e pochi minuti», ha detto nel corso della conferenza stampa convocata ieri pomeriggio in via Allegri anche per ribadire che in Italia i controlli ci sono e sono all’avanguardia. «Abbiamo fatto delle riflessioni e in poco tempo siamo arrivati a questa decisione - ha spiegato il numero uno del calcio italiano -. C’è stato un forte sostegno da parte del presidente del Coni, Gianni Petrucci, un punto di riferimento e una garanzia per il mondo del calcio».
Intanto (mentre oggi la Lega di serie A deciderà la scansione del calendario: se, cioè, far slittare la giornata non disputata al prossimo week end o se rinviare la giornata di ieri al 25 aprile), dal capitano dell’Udinese Di Natale e dalla fondazione Udinese per la vita è partita una iniziativa di solidarietà che ha già coinvolto tutto il mondo del calcio per aiutare la sorella di Morosini, Maria Carla, gravemente disabile e bisognosa di costante assistenza. E Di Natale ha anche lanciato un allarme: «Si gioca non troppo, non c’è tempo per riposare. Io stesso - ha aggiunto - lo scorso anno avevo pensato di smettere».
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