Il capitano dell'Unione Lambrughi: «Sfida tosta, pronti a riprovarci»

TRIESTE Il capitano è pronto a guidare il nuovo assalto della Triestina alla serie B. L’ultima immagine della stagione passata, quella di Alessandro Lambrughi in ginocchio appoggiato alla balaustra in Tribuna Pasinati, a soffrire per la squadra dopo l’espulsione con il Pisa, è ormai alle spalle. Adesso il difensore centrale è deciso a riprovarci, facendo tesoro proprio delle vicende dello scorso campionato.
Con quale pensiero mettiamo definitivamente nel cassetto la passata stagione?
Oggi, valutando a mente fredda, il pensiero è comunque quello di una stagione positiva, anzi di una grande stagione: siamo arrivati a un passo da un traguardo incredibile, purtroppo non è finita come ci aspettavamo, ma ora è giusto metterci un punto e chiuderla lì.
La prima mossa della società, pochi giorni dopo la finale, è stato il suo rinnovo: è stato un accordo lampo?
Era solo questione di tempi: prima eravamo tutti concentrati sulla finale, non bisognava guardare ai singoli ma alla squadra. Ci siamo trovati dopo qualche giorno e quando la volontà delle parti è la stessa, poi ci vuole davvero poco a chiudere l’accordo. Io a Trieste mi trovo bene, il mio obiettivo combacia con quello della società, e sono contento di avere questa responsabilità.
In questo mese di vacanza che sentimenti sono maturati?
All’inizio la delusione era tanta, ma purtroppo non solo nel calcio ma anche nella vita non è che si può tornare indietro. Per cui ora siamo belli carichi per ripartire, senza alcun peso particolare ma ben consci che dobbiamo alzare l’asticella rispetto all’anno scorso.
La conferma del mister e di gran parte della rosa rappresentano un vantaggio?
Certo, a differenza dell’anno scorso in cui la squadra era completamente nuova, ora partiamo da un gradino superiore. Sono contento che gran parte del gruppo sia confermato, dispiace per chi è andato via ma il calcio è così, bisogna sempre provare a crescere.
Cosa servirà in più rispetto all’anno scorso?
Sicuramente dobbiamo migliorare in qualcosa. Ad esempio sul piano numerico: siamo sempre stati una rosa competitiva, ma forse in qualche zona eravamo un po’ corti. Ma non c’è da stravolgere nulla, piuttosto lavorare sulle nostre consapevolezze.
Obiettivo primo posto?
Io dico che l’obiettivo è arrivare a marzo e aprile e avere ancora la possibilità di giocarsi il campionato, poi a quel punto le componenti in gioco sono tantissime.
Ci saranno tante nuove avversarie: il Padova, un Vicenza rinforzato...
Il livello del campionato sarà bello alto: diverse squadre si sono rinforzate, poi ci sono le retrocesse dalla B, insomma sarà una sfida tosta. Ma credo che a differenza dell’anno scoros, dovremo guardare solo a noi stessi e a rimanere concentrati su di noi.
Con la consapevolezza che Trieste, quando ce n’è l’occasione, può portare allo stadio 20mila spettatori: cosa si prova?
Già, uno stadio cosi non si vede spesso in C. Ecco, l’altro nostro obiettivo è quello di portare più gente possibile allo stadio: ho ancora i brividi a ripensare a quella sera, spero che quella cornice si riproponga più volte perché tutti assieme possiamo fare grandi cose. —
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