Il Palermo vince ma la Triestina gioca alla pari
La squadra di Maran piace soprattutto nella ripresa con l’inserimento di Granoche. Resta il problema dell’attacco
TOLMEZZO
La Triestina perde 3-1 contro il Palermo nell’amichevole che ha concluso il ritiro, ma è piaciuta ai circa 800 tifosi che sono saliti fino a Tolmezzo per conoscere la nuova squadra. Non è stata la formazione imballata che si era fatta tenere in scacco tre giorni prima dalla Sacilese, è sembrata più viva e reattiva. Ma ha confermato, se ancora ce ne fosse stato bisogno, che in avanti ci sono dei limiti. Almeno per adesso.
È vero, Graffiedi è stato uno dei migliori e più incisivi, sembra un altro giocatore rispetto all’anno scorso. E Granoche è uno che sa farsi valere nel duello atletico e ha potenzialità rilevanti. Ma ancora ieri, se si eccettuano un paio di punizioni di Allegretti e un’altra di Pesaresi, l’unico tiro in porta è stato quello di Milani che poi Graffiedi ha ribadito in rete. Sembrava di vedere il film delle partite dell’anno scorso. Contro un Palermo che va cercando nuovi equilibri e un nuovo volto, dopo l’arrivo di Colantuono in panchina, la Triestina ha fatto un ulteriore passo avanti nel progetto di gioco che il geometra Maran le ha disegnato. Facendo girare il pallone con maggior velocità e tagliando il campo con lanci continui verso le fasce, è riuscita più volte a saltare la diga difensiva rosanero e a proporsi con traversoni da fondocampo.
Questa fase del gioco offensivo la squadra l’ha assimilata abbastanza, così come quella dell’interdizione. Dove invece c’è ancora da lavorare, è sui reparti estremi: difesa e attacco. Diciamo che dietro, in realtà, è soprattutto Mezzano che ancora deve acquisire i meccanismi giusti e migliorare i riflessi. Due dei tre gol del Palermo sono nati dalle sue parti. La squadra di Maran è piaciuta soprattutto nella ripresa, quando l’ingresso di Orneck a destra, lo spostamento di Testini nella sua naturale posizione di esterno sinistro e l’inserimento del possente Granoche al centro dell’attacco, con Graffiedi subito alle sue spalle che poteva partire in progressione da centrocampo aprendo la retroguardia avversaria, ha permesso alla squadra di sfruttare entrambe le fasce laterali e ha costretto i rosanero sulla difensiva costante. Nel primo tempo, invece, il gioco si era sviluppato soltanto a destra, perchè dall’altra parte Sgrigna, toccato duro dopo neppure un quarto d’ora, è stato praticamente assente. Ma quando di fronte hai una squadra di categoria superiore e gente di altro livello di classe, puoi spingere finchè vuoi, ma basta distrarsi un attimo e sei sotto. Il Palermo ha vinto trotterellando, ha sfruttato al meglio le occasioni che la Triestina ha concesso e, tirando in porta quattro volte in tutto, ha segnato tre reti. Ma va bene così, è calcio d’estate e tutto quanto fa spettacolo.
Dopo le due punizioni di Allegretti (traversa e parata di Fontana a fil di palo) e quella di Pesaresi (sinistro smanacciato da Fontana oltre la traversa) e la replica sempre da fermo di Miccoli (respinta in tuffo di Rossi), il Palermo passa al 20’: Mezzano tenta un dribbling su Cavani invece di rinviare, l’uruguaiano ruba la sfera, entra in area e batte Rossi in uscita. Al 29’ angolo di Miccoli, respinta fuori area di Sgrigna, arriva Jankovic in corsa e spara un destro dal basso verso l’alto in diagonale che s’infila sotto l’incrocio, con Rossi inutilmente proteso in tuffo. Al 34’ la Triestina accorcia le distanze: tiro di Milani da destra, Fontana respinge come può, interviene Graffiedi e in mezza girata infila nella porta vuota. Al 44’ il Palermo fa tris: lancio di Diana, Miccoli brucia sul tempo Mezzano entra in area defilato e prende controtempo anche Rossi in uscita, infilando rasoterra sul palo lontano. Nella ripresa si gioca per una ventina di minuti, poi la girandola dei cambi dall’uno e dall’altro lato dà spazio a tutti, ma di partita non ce n’è più.
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