Insulti razzisti a un avversario: dieci giornate di squalifica
L’episodio è avvenuto nella partita under 17 tra Vivai Rauscedo e Union Martignacco

Un altro caso di insulti razzisti scuote il mondo del calcio giovanile del Friuli Venezia Giulia. Un calciatore della squadra under 17 del Vivai Rauscedo è stato squalificato per dieci giornate «per avere proferito un’espressione discriminatoria a sfondo razziale nei confronti di un calciatore avversario». Questa la motivazione data dal giudice sportivo regionale e uscita nel comunicato ufficiale della Figc.
I fatti si riferiscono alla gara di campionato Fvg disputata sul terreno di gioco del team pordenonese al cospetto dell’Union Martignacco. La frase incriminata sarebbe stata “torna nei campi di cotone” ed è stata riportata. Il fatto è finito sul tavolo del giudice, che ha provveduto a squalificare il calciatore.
Non è la prima volta che un episodio di questo tipo accade nel corso di un match valido per le categorie giovanili. Un fenomeno di fronte al quale sono necessarie riflessioni da parte degli organismi competenti oltre che delle società sportive.
Sempre nella stessa gara tra Vivai Rauscedo e Union Martignacco un calciatore della compagine locale è stato fermato per tre giornate dopo essere stato «espulso per avere protestato avverso una decisione arbitrale proferendo ripetute frasi irriguardose all'indirizzo del direttore di gara».
Nel comunicato del giudice sportivo sono emerse altri provvedimenti riguardanti le categorie giovanili. Nel campionato under 19, il Corno ha rimediato un’ammenda di 300 euro. La motivazione è legata al comportamento dei propri sostenitori, che – si legge – dal terzo minuto sino al termine della gara proferivano espressioni ingiuriose verso l’arbitro. Inoltre, dal secondo tempo, rivolgevano frasi ingiuriose e minacciose anche all’indirizzo dei calciatori del team avversario. In seguito, a partita terminata, alcuni loro sostenitori rivolgevano nuovamente frasi offensive e, recita ancora il comunicato, «una frase gravemente minacciosa all’indirizzo dell’arbitro, il quale veniva scortato da un dirigente della medesima società ospitante negli spogliatoi e, successivamente, all’uscita dal recinto di gioco».
Inoltre un dirigente del Donatello under 16 è stato inibito sino al 10 marzo. Dalla nota ufficiale si legge che è stato espulso per aver proferito frasi irriguardose verso i sostenitori avversari. Ha abbandonato il terreno di gioco solamente dopo ripetutiti inviti da parte dell’arbitro. A partita terminata, rientrava in campo e si dirigeva verso i suddetti sostenitori «brandendo l’asta della bandierina del calcio d’angolo – recita il comunicato –, venendo fermato grazie all’intervento di tesserati della società ospitante. Rientrava poi negli spogliatoi accompagnato da dirigenti della propria società».
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