Triestina, parla Bonaccorsi: «Il Rocco fa sognare, faremo di tutto per conquistare i tifosi»

Il centrale autore della prima rete stagionale si racconta dopo l'arrivo a Trieste: «Quando è arrivata la chiamata non ho esitato un istante»

Guido Roberti

Samuele Bonaccorsi è stato uno dei protagonisti della promozione in serie C alcuni anni fa del Novara. Piazza storica, quella piemontese, così come lo sono Varese ed Ancona, ultima esperienza, quella dorica, prima di approdare alla Triestina.

Difensore centrale dotato di un fisico vigoroso, ha affrontato nelle ultime stagioni l’Unione da avversario, al Piola di Novara e al Rocco. Proprio quello stadio che inevitabilmente suscita il desiderio di molti. Accomuna in questo momento i giocatori, che desiderano calcarne l’erba, ed i tifosi, che desiderano gremirne i settori.

È stato di Bonaccorsi il primo gol di questa stagione sportiva, a Visogliano mercoledì scorso il gol del vantaggio sul Sistiana con una correzione sotto porta sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Una decina di reti per il difensore negli ultimi anni, 7 addirittura con il Varese due anni fa.

Bonaccorsi, sarà un’arma in più sulle palle inattive nella Triestina che sta nascendo?

«Fortunatamente ho fatto qualche gol in passato – confida il catanese - ma la mia priorità è quella di non farne prendere».

Quali aspetti in campo la contraddistinguono?

«Le mie caratteristiche principali sono la struttura fisica, l’aggressività e la marcatura dell’uomo. Il mister ci chiede anche tanto altro, a livello tecnico e di impostazione, un bagaglio in più che metteremo per la squadra, per dare il massimo».

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La chiamata della Triestina?

«Quando ci ho giocato contro, in quello stadio ho provato delle emozioni forti, di conseguenza quando mi è arrivata la chiamata della Triestina non ho esitato un istante».

E’ di fatto un nuovo inizio per tutti, si percepisce?

«Sono le prime settimane di un gruppo tutto nuovo, ci iniziamo a conoscere e stiamo iniziando a mettere in atto i princìpi del mister».

Quali sono i primi feedback?

«Il ritiro è sempre faticoso ma siamo anche consapevoli che questi sacrifici poi li ritroveremo durante l’anno, per questo siamo vogliosi di imparare al più presto quanto il mister ci vuole trasmettere. Insieme speriamo di fare un cammino importante, in una piazza importante».

Avendo fatto C e D negli ultimi anni, è vero che il livello di chi gioca a vincere in D non è diverso da molte squadre che lottano a salvarsi al piano di sopra?

«Quando si gioca a vincere in D, a mio avviso, sono tante le squadre che potrebbero dire la loro in serie C, questo capita soprattutto con piazze importanti come è stato per me ad Ancona l’anno scorso, e come è Trieste. Realtà che non hanno nulla a che fare con la categoria. Vero che c’è più equilibrio tra alta D e bassa C, ma tutto bisogna dimostrarlo sul campo. Noi cercheremo di fare quello che ci chiederà il mister».

I tifosi della Triestina hanno fame di calcio e di serietà della società. Per questo vi sono vicini. Questo toglie un po’ di pressione?

«Mi era capitato già di trovarmi in una situazione particolare, a Novara dopo un fallimento, ma anche ad Ancona tutto sommato, in quel caso ad agosto c’era però contestazione ma la piazza se vede che in campo si suda per la maglia ti supporta. Così i tifosi ma anche tra compagni di squadra».

E Trieste?

«Sappiamo quello che ha passato, notiamo la vicinanza dei tifosi e speriamo che vengano numerosi allo stadio, il prima possibile. Avremo bisogno di loro in un campionato difficile, dovranno essere il nostro dodicesimo uomo per portarci ogni domenica alla vittoria».

Le fatiche del ritiro come stanno modellando il vostro stare assieme?

«Un gruppo nuovo ha bisogno di tanto lavoro, il ritiro è faticoso ma fa parte del mestiere, lo facciamo con allegria e gioia perché in campo ci divertiamo. Cercheremo di amalgamarci sempre più».

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