Lo Jadran si prepara alla Serie B Interregionale: l’analisi di coach Jogan prima del derby
L’allenatore parla delle potenzialità del gruppo che sta per cominciare un’altra stagione: «La preparazione è stata ottima, il nucleo storico è affidabile Mandic è ancora capace di fare la differenza e quando avremo Stjepanovic...»

Domenica prossima il campionato di serie B Interregionale prenderà il via. Lo Jadran, reduce dalla festa organizzata per celebrare i 50 anni di vita, guarda al quarto campionato consecutivo in quarta serie con l’ottimismo di sempre.
I passi in avanti fatti un questi anni a livello strutturale, organizzativo, di sviluppo giovanile, non possono che suggerire spunti di riflessione incoraggianti. Il punto con coach Jogan sulla squadra: «Sono grato ai giocatori perché tutti si sono presentati in buona condizione fisica, hanno continuato a lavorare in estate perciò il lavoro con il nostro preparatore Cicogna è partito da un buon livello».
Si può stimare un livello percentuale raggiunto nell’idea generale della squadra di quest’anno?
«Il nucleo storico c’è, sette decimi della squadra, e questa è la base per poter dire di poter dire di giocarcela anche con le squadre migliori del campionato. Siamo al 60-70% del rodaggio, l’impronta la stiamo dando ma non è ancora quella definitiva. Stjepanovic finora lo abbiamo visto solo quattro volte ma in quelle si è visto il suo potenziale. Si allena tantissimo con la serie A dell’Apu e speriamo di vederlo di più durante la stagione. Tornando all’impronta non siamo ancora del tutto quelli che voglio ma siamo sulla buona strada».
Focus sui nuovi. Il loro inserimento?
«Una grandissima sorpresa sull’impatto fisico, non certo sul piano tecnico che è noto, lo ha dato Mandic, ha ancora un impatto fisico che possono invidiargli tanti giovani, ho visto pochi giocatori in questo campionato con questa intelligenza cestistica e tempi d’esecuzione. Un gran lavoratore, aiuta molto i giovani, grande acquisto. Pieri lo stiamo inserendo piano piano perché a fine stagione aveva problemi di schiena, deve entrare in forma e ci vorrà un po’ di tempo ma sarà un ottimo cambio di Mandic. Tornando a Stjepanovic al memorial Bulfoni ha fatto un buzzer beater che ha lasciato tutti a bocca aperta, unico mio rammarico è non vederlo di più per rodare gli schemi di squadra. Ma allenandosi tantissimo è già pronto, si è inserito e tutti lo hanno accolto benissimo. Riesce a giocare ed integrarsi anche con i play-guardia nostri».
Al debutto subito derby a Chiarbola.
«Le squadre regionali hanno fatto super squadre, così per la Falconstar che ai giocatori forti dell’anno scorso ha aggiunto top player come Casagrande e Biancotto. Una corazzata, la incontriamo subito e proveremo a fare lo sgambetto senza timori riverenziali».
Su cosa fonda l’ottimismo?
«Sottolineo il grande lavoro del nucleo storico dello Jadran. Non bisogna dare per scontato il loro grande sacrificio, di grande attaccamento alla maglia, mi aspetto un Batich protagonista, leader positivo come ha dimostrato di poter essere a fine stagione e all’inizio di questa, per questo è confermatissimo come capitano. Demarchi molto propositivo ed entusiasta oltre ad essere gran lavoratore, i Gobbato sono sempre presenti e dimostrano il loro valore tecnico e umano, e poi Milisavljevic che si è presentato al raduno in forma, motivato dopo una stagione di alti e bassi. Infine Persi, unico tra i giovani rimasti tra le società slovene, credo molto in lui, avrà il suo spazio».
E i giovani li vedremo?
«Verranno inseriti spesso tra i 12, ragazzi dell’Under 19 e 17, ne abbiamo di futuribili e sarà bello far loro assaporare la serie B e cosa significhi giocare per lo Jadran».
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