Judo, Bartole e Marchiò hanno riscritto la storia

Una doppietta triestina era riuscita solo nel 1989 alla loro allenatrice Barbieri e alla Baroncini

TRIESTE. C’è sempre una prima volta e a Catania, per le triestine Anna Bartole ed Elisa Marchiò, è stata la prima volta in cui sono riuscite a salire sul podio tricolore più alto e prestigioso. Quello dei campionati italiani assoluti. Doppio oro per Trieste, doppio abbraccio dell’atleta con il proprio coach che, sebbene la Bartole frequenti l’Università a Bologna e la Marchiò sia entrata nel gruppo sportivo dell’Esercito, è sempre Monica Barbieri (allenatrice della Ginnastica Triestina che ha cresciuto entrambe fin dagli inizi) a seguirle nella preparazione ed in gara.

Monica Barbieri, fra l’altro, è stata a sua volta protagonista dell’unico precedente che la storia del judo triestino possa vantare in questo senso. Correva l’anno 1989 e il campionato italiano assoluto si disputò a Chiavari, dove Monica Barbieri si aggiudicò il titolo tricolore nei 61 kg ed Erica Baroncini quello dei 72 kg, peraltro superando in finale Monica Minniti, altra triestina doc. Fu un trionfo assoluto, anche se non colse impreparato un ambiente che conosceva bene il valore dei suoi talenti. Proprio per questo il doppio exploit a Catania realizzato da Anna Bartole ed Elisa Marchiò è stato, se possibile, più clamoroso. A distanza di 24 anni infatti, l’impresa di Chiavari si era trasformata in leggenda e l’idea di poterla ripetere nessuno l’avrebbe potuta prendere in considerazione. Ad eccezione di Monica Barbieri, che non ha mai dismesso la caparbietà che contribuì a renderla un campione da atleta.

Caparbiamente ha creduto e lottato assieme ad Anna Bartole ed Elisa Marchiò sui tatami a Catania, fino all’abbraccio che ha concluso il percorso di entrambe. A loro volta campionesse. Finalmente! E da campioni hanno lottato anche Jenny Pisoni, Matteo Giormani e Luca Braulin, tre portacolori della Ginnastica Triestina che sono stati ripagati da piazzamenti minori.

Enzo de Denaro

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