Juventina per allungare la striscia-sì casalinga

GORIZIA. La Juventina che questo pomeriggio (fischio d'inizio alle 15) ospita il Costalunga cerca, dopo il pari di una settimana fa nel big match di Ronchi, di mantenere quella sana abitudine che a Sant'Andrea la vede cogliere i tre punti senza subire gol ininterrottamente da qualcosa come quattro partite, nelle quali sono arrivati 11 gol senza che Bon o Braini fossero costretti mai a raccoglierne alcuno alle loro spalle. La vittoria, al netto dell'imbattibilità difensiva casalinga degli ultimi 360 minuti, viene colta in casa dalla Juventina addirittura da prima di Natale: cinque successi secchi, e non c'è alcuna intenzione di venir meno alla tradizione.
Ed è proprio uno dei senatori della squadra, quell'Enrico Bon i cui guanti e la cui classe sarebbero da categorie ben superiori ad una Promozione, ad illustrare la situazione con cui lui e i compagni si avvicinano all'appuntamento Costalunga: ed il reparto dei numeri 1 non ci arriva al massimo della condizione fisica. «Braini ha un problema al ginocchio e io stesso mi porto ancora dietro fastidi alla schiena con cui sto facendo i conti da diverso tempo: ma dobbiamo tutti stringere i denti, dare in campo tutto quello che abbiamo e, approfittando del fatto che giocheremo in anticipo, mettere pressione alle nostre avversarie dirette che giocheranno domenica. Tutti, spogliatoio, staff tecnico e società, ci stiamo impegnando al massimo per raggiungere lo stesso obiettivo: ma sappiamo che non sarà facile - conclude il 34enne portiere - non c'è solo il Ronchi che lotta per i primissimi posti della classifica».
Quello contro il Costalunga sarà il secondo appuntamento di fila al sabato pomeriggio dopo quello appunto contro Markic e compagni di sette giorni fa: ma i biancorossi dovranno abituarsi a scendere in campo nel giorno in cui, per dirla alla Leopardi, "la donzelletta vien dalla campagna", visto che anche i prossimi tre incontri si disputeranno alla vigilia della festività. E la Juventina vuole presentarsi al, "al dì di festa", a "ornare il petto e il crine" con tre punti pesanti.
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