La gioia di Clara e Francesca millenial sul tetto d’Europa «Un sogno che si avvera»

Un oro alla prima competizione importante con la maglia azzurra, e un bis con la stessa medaglia al collo per il secondo anno consecutivo.
I motivi per gioire non mancano per le cestiste triestine Clara Rosini e Francesca Leonardi, reduci dal trionfo (7 vittorie in 7 gare, spesso con scarti ampi) con la Nazionale Under 18 al Campionato Europeo di Sarajevo.
Per Leonardi, il lieto déjà vu (l’anno scorso fu oro continentale con l’U16) si è espresso in parte anche nelle cifre e nel rendimento. Nove minuti d’impiego a gara, 3 punti e 2 rimbalzi di media, e un picco segnato da 15 punti (top scorer azzurra) negli ottavi di finale con la Bielorussia. Statistiche a parte, la guardia-ala della Reyer Venezia può apprezzare soprattutto un’altra questione: «Il mio obiettivo era farmi trovare pronta, ed è quel che ritengo di aver fatto. So di aver dato tutto, e giocare in un gruppo così unito ha reso il compito più facile. La nostra squadra, molto competitiva, aveva tanta pressione addosso, ma ha avuto il giusto atteggiamento».
In quanto a paragoni con l’oro U16 del 2018, Francesca non fa preferenze: «La prima volta non si scorda mai, ma l’impresa compiuta per il secondo anno di fila è davvero tanta roba.
Significa che il duro lavoro paga e che la scorsa esperienza mi è servita: ora mi sentivo più pronta. Questo risultato con la Nazionale, inoltre, va a coronare una stagione molto positiva anche con il mio club, con lo scudetto Under 18 e la Coppa Italia Under 20».
Anagrafe alla mano, va rimarcato che Leonardi è nata nel 2002, sicché potrà difendere il titolo anche l’anno venturo, al pari della sua coetanea Rosini. Scartata in extremis un anno fa alla vigilia dell’Europeo U16, la play-guardia del Futurosa si è presa una bella rivincita nella categoria superiore. «L’Europeo è stato per me un’esperienza anche più emozionante di quanto immaginassi, e già la convocazione in sé mi ha reso felice. Non me l’aspettavo proprio».
Con la Bielorussia Rosini ha trovato la soddisfazione del suo maggior minutaggio (12) e il best score (5 punti). Due assist sono arrivati con il Belgio, mentre la gara con la Germania ha rivelato la personalità di un gruppo che, tecnicamente, ha offerto al Ct Riccardi l’imbarazzo della scelta.
Lo conferma la stessa Clara: «Il coach ci ha detto che, sul piano tecnico, ci siamo tutte. La differenza la fanno la lettura della situazioni di gioco e la maturità. È in questi aspetti, che si acquisiscono con l’esperienza sul parquet, che cercherò di migliorare».
Per non lasciare nulla d’intentato nel suo desiderio di crescita, Rosini è appena volata negli Usa, ospite per il terzo anno del camp Img Academy, organizzato da una High School della Florida. Poi, ad attenderla prima delle meritate vacanze, ci sarà la Nazionale U18 del 3vs3. —
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