La Pallanuoto tenta l’ultima scalata

TRIESTE. Dalla serie C ai vertici della serie A2, ora il sogno è ancora più ambizioso: conquistare la promozione più ambita, quella nella massima categoria nazionale. Ugo Marinelli, da ben otto stagioni allenatore della Pallanuoto Trieste, è il massimo artefice della scalata della waterpolo alabardata. Nato a Fiume nel 1963, da giocatore ha anche difeso i colori dell'Edera, allenata da Juraj Cirkovic, l'attuale responsabile tecnico del settore giovanile della società alabardata. La sua carriera di allenatore si è dipanata in tre città soprattutto: Padova, Modena e poi ovviamente Trieste.
Con il successo di sabato scorso a Torino, settimo nelle ultime otto partite per Aaron Giorgi e compagni, la Pallanuoto Trieste ha confermato tutto il proprio potenziale. I play-off sono nel mirino, inutile nasconderlo. «La settimana di pausa ci ha giovato - spiega Marinelli - anche perchè siamo riusciti a lavorare tanto sotto il piano del nuoto. In sostanza, nei giorni prima di Pasqua, la squadra ha sostenuto una sorta di mini preparazione. Abbiamo aggiunto carburante nel motore, che ci servirà tantissimo nel finale di stagione».
Di promozioni Marinelli se ne intende. Approdato alla Pallanuoto Trieste nel 2006 ha condotto la compagine alabardata al salto dalla C alla B. Con una squadra praticamente immutata (nella quale trovavano spazio Aaron Giorgi, Jacopo Giacomini e Giulio Verh) si è subito piazzato nelle zone alte in B. Poi, nella stagione 2007-2008, il presidente Enrico Samer ha riportato a Trieste Andrea Brazzatti dopo campionati di altissimo livello con Florentia e Cremona. Arrivò il 2° posto alle spalle del fortissimo Bergamo, la qualificazione ai play-off con l’Arenzano e poi l’attesa promozione in A2.
Dal 2008 al 2013 la crescita della Pallanuoto Trieste nel secondo campionato nazionale è stata costante. Marinelli ha guidato il gruppo alla prima storica salvezza, poi ad un campionato piuttosto tranquillo nelle posizioni centrali, al 3° posto del 2011 con la semifinale play-off persa con il Catania e al 4° posto della scorsa stagione. Culminato con l'equilibratissima serie di semifinale con la Lazio, vinta dai capitolini solo alla "bella". E adesso, dopo una lunga preparazione e l'inserimento in prima squadre dei promettenti giovani del vivaio alabardato, la Pallanuoto Trieste di Marinelli si è stabilmente installata ai vertici della classifica. Il sogno cullato è di riportare in città la A1, categoria che manca da Trieste dagli anni '30, quando la Triestina vinse uno scudetto e si piazzò un paio di volte seconda. Tanto, tantissimo tempo fa. Adesso è il momento di riprovarci. Puntando, soprattutto, sui giocatori cresciuti nel settore giovanile.
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