La Pro Gorizia si mangia le mani Al “Bearzot” non ha ancora vinto

GORIZIA. Tanto bella quanto sprecona. E, al solito, non fortunata, con un rapporto piuttosto scorbutico con i legni che sostengono la porta avversaria e con i direttori di gara. E' la fotografia ormai abituale di una Pro Gorizia che non sta attraversando un momento felice, e raccoglie meno di quanto semina nel girone B di Promozione.
E' andata così anche contro il Primorec, in una gara dominata a lungo ma alla fine pareggiata 1-1 (gol di Bozic per i goriziani). La Pro era andata meritatamente in vantaggio, e ha costruito nell'arco dei novanta minuti almeno sette/otto palle gol nitide, colpendo una traversa con D'Aleio e un palo pieno clamoroso con Rizzo. Al Primorec, che nel primo tempo aveva impensierito un paio di volte un attento Braidot, è bastato invece il magistrale calcio di punizione di Davanzo per portare via dal "Bearzot" (che dalla riapertura non ha ancora potuto assistere a una vittoria della Pro Gorizia) un punto prezioso.
I padroni di casa hanno protestato a lungo per il fallo assegnato a limite dell'area per una scorrettezza di Cantarutti che i più hanno davvero fatto fatica a notare, ma il giorno dopo la partita mister Enrico Coceani si concentra soprattutto su ciò che è mancato ai suoi per centrare i tre punti. «Avremmo meritato di vincere - dice -, anche se dobbiamo ammettere di averci messo molto del nostro, nel pareggio. Mi riferisco alle tantissime palle gol sprecate in modo clamoroso. E dove invece siamo stati bravi, lì ci ha pensato la dea bendata, che in questo periodo ci ha davvero voltato le spalle: la traversa del primo tempo e soprattutto il palo interno del secondo gridano vendetta». Coceani non sa spiegarsi i motivi della poca lucidità sotto porta: certo la squadra è comprensibilmente un po' stanca dopo aver giocato in emergenza per tante settimane, tra infortuni e problemi vari, ma non può bastare questo a spiegare la tendenza biancoazzurra.
Tra le note liete, comunque, la conferma di un ragazzino terribile come Stefano Casasola, sedici anni e l'ennesima prestazione importante. «Ovviamente alla sua età non ha ancora una tenuta costante per tutta la gara, ma ha giocato 70' ad alto livello - dice Coceani -. Sono contento per lui, che dimostra di essere un giocatore con prospettive decisamente importanti».
Marco Bisiach
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