La seconda vita di Kean Il ritorno dopo CR7
TORINO
Non tutti i treni passano una volta sola. Moise Kean deve essere un ragazzo fortunato oltre che un predestinato, dopo essere stato il primo Duemila a debuttare e segnare in Serie A. «Ho sempre avuto la Juve nel cuore e non ci ho pensato due volte quando mi hanno detto che potevo tornare», sorride l’attaccante azzurro cresciuto nelle giovanili bianconere e poi ricomprato dall’Everton due anni dopo la cessione con annessa plusvalenza. È arrivato l’ultimo giorno di mercato, prendendo il posto di Ronaldo in un attacco che cerca una precisa identità, e tocca lui essere l’alfiere di una rivoluzione verde dove i giovani talenti saranno il futuro del club e della squadra di Allegri. «Non sento il peso dell’eredità di CR7 – dice Kean dopo che la Juve se l’è ripreso con un investimento per complessivi 38 milioni – e sono qui per dare tutto: mi sento responsabile di vestire la maglia della Juve, sono più esperto e tornare è stata la scelta giusta». Gioca in casa, anche perché con lui ci sono la mamma Isabelle e il fratello Giovanni, ma le parole sono frenate dall’emozione e spesso sostituite da qualche frase imparata a memoria e ripetuta senza sosta nel giorno della sua presentazione ufficiale.
Moise vuol parlare sul campo, a partire dal big-match di domenica contro il Milan. Proprio contro i rossoneri, il 6 aprile 2019, ha segnato il suo ultimo gol allo Stadium decidendo il Classico del calcio italiano da subentrato con la rete del 2-1 all’84’. «Una serata indimenticabile per me e un’ottima partita della Juve – ricorda il centravanti – ma il passato è il passato. Un po’ come il debutto di sabato a Napoli: non mi è andata bene nella respinta del pallone e non siamo partiti col piede giusto in campionato, ma a Malmö c’è stata una buona prestazione che dà fiducia». Allegri lo conosce bene, lo stuzzica a modo suo («Che fai il calzolaio? Con tutti questi tacchi», gli ha detto ieri durante l’allenamento) e lo voleva a prescindere dal destino di CR7. Ora tocca a Kean sfruttare la seconda chance. —
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