La squadra di Gautieri è viva con un calo nei secondi tempi Con il Gubbio recupero il 25

TRIESTE
Con le unghie e con i denti la Triestina ha staccato il biglietto dei tre punti all’Imolese. Una vittoria molto preziosa perché consente all’Unione di restare nel gruppone delle big e anzi potenzialmente, mancando la gara di Gubbio da recuperare il 25 novembre alle 15, potrebbe essere appaiata in vetta a Perugia e Padova. Ma il successo nella prima volta in campionato del Rocco chiuso al pubblico ha una valenza superiore a quella pur importante della classifica. Non era facile imporsi contro una compagine di tutto rispetto costruita su un mix di esperienza e gioventù e farlo dopo due mezzi passi falsi con i pareggi subiti in rimonta da Virtus Verona e Arezzo. Ma soprattutto ogni valutazione positiva non può prescindere dal fatto che il tecnico Gautieri ha dovuto fare a meno di sette giocatori bloccati dal Covid (oltre agli infortunati) e con i tre portieri (prima Valentini e poi Rossi e De Luca) risultati positivi alla vigilia e il giorno della partita stessa. Una situazione complessa da gestire anche in allenamento non solo sul piano tecnico-tattico e atletico ma anche psicologico. E invece gli uomini scesi in campo hanno reagito bene, hanno mostrato sprazzi del gioco che vuole il loro tecnico fin che hanno potuto. E poi hanno lavorato di mestiere. Nella ripresa, specie finché l’avversario aveva birra, il calo di condizione è stato evidente in gran parte del gruppo. Lo si era visto già al Rocco contro la Virtus e poi anche ad Arezzo. È successo anche mercoledì sera e un tanto evidenzia la precarietà del rendimento alabardato camuffato (ed è un merito) dal risultato positivo. Insomma, al rientro dagli spogliatoi la squadra tende ad abbassarsi e fa fatica a ripartire anche se con l’Imolese ci è riuscita in un paio di circostanze. Molti degli undici in campo hanno chiesto a Gautieri il cambio ma il tecnico di fatto ne può effettuare al massimo 2-3 sui 5 a disposizione. Il calo psicofisico generale è pericoloso ed è una componente con la quale bisognerà fare i conti almeno fino a quando (tra una decina di giorni al netto di altri casi Covid) il gruppo non tornerà più folto e si potrà allenare con una certa continuità. Perché se è successo tre volte nelle ultime due settimane non ci sarà da stupirsi che accada di nuovo, quantomeno nella prossima difficile trasferta sul campo della Feralpi dell’ex Massimo Pavanel. Aver messo nel forziere sei punti in queste tre gare non è cosa da poco. Aggiungerne almeno un altro contro una diretta concorrente completerebbe l’opera di resilienza.
A Gautieri spetta il compito improbo di saper dosare con il contagocce le energie dei suoi ragazzi. E magari l’allenatore dovrà ricorrere anche a gettare nella mischia qualche giovanissimo come Cavaliere o Palmucci. In attesa che qualcuno in alto capisca come sia insensato,su tutti i piani compreso quello sportivo, mandare in campo squadre dimezzate dalla pandemia. Ma questa è un’altra storia. Purtroppo. —
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