La vera sorpresa è l’abbonamento in più per lo sport in tv

I lettori meno giovani della Palla questa immagine la ricorderanno senz’altro: le passeggiate della domenica pomeriggio con i mariti a braccetto delle consorti e la radiolina accanto all’orecchio per seguire “Tutto il calcio minuto per minuto”. Poi si tornava a casa e solo dopo le 18 si vedeva in tv la telecronaca registrata del secondo tempo di una partita di campionato. Si sarebbe dovuto aspettare qualche anno per le intere partite alla radio ed i gol alle 18 con 90mo minuto. Lo streaming era lontanissimo all’orizzonte. Oggi è il futuro, dopo esser stato con alterne fortune il presente.
Una Pasqua, dopo quella dello scorso anno passata blindati a casa, è quella che più o meno ci aspetta anche domani. Sembriamo fermi alla primavera del 2020 e non stiamo ancora bene. Lo sport accusa lo stress di una pandemia che lo ha colpito duramente, al pari di altri settori. Soffrono i giovanissimi, costretti nella stragrande maggioranza dei casi all’inattività, ma non stanno meglio anche tutti gli altri, i meno giovani, quelli che lo sport lo praticano solo per star bene e divertirsi. Però, rispetto alla primavera scorsa ci viene in soccorso la televisione, la rete o meglio lo streaming, parola magica che ci porta e ci porterà sempre più dentro tutti i campionati: perché lo sport professionistico è stato ovviamente il primo a rimettersi in moto. Oggi più che mai è protagonista indiscusso nei palinsesti dei media, panacea dei mali causati dal Covid, come stadi e palasport chiusi; scialuppa di salvataggio per appassionati e tifosi da divano, come tutti siamo diventati.
In questo panorama, la sorpresa che ci troviamo nelle uova di Pasqua è adesso la rivoluzione pallonara di una serie A strappata a Sky dall’accoppiata vincente Dazn -Tim. E a prescindere dalle preferenze di ognuno di noi, non è proprio una bella sorpresa, visto che si traduce nell’ennesima voce in più da mettere nei sofferenti bilanci familiari di questi tempi, per ottenere appunto la “patente” di tifoso da divano. Un abbonamento in più, eccola la sorpresa di Pasqua. Perché essere dentro “la casa dello sport”, come ama definirsi Sky, ora non basterà più per vedere tutto. Ed infatti, allo “storico” canone RAI, all’abbonamento al satellite di Sky, magari a quello di Eurosport player per gli appassionati di basket e di tanti altri sport, dovremo aggiungere ad occhio e croce trenta euro mensili per la serie A che correrà sulla fibra di DAZN.
Perchè se è vero che (salvo piccole modifiche per una trattativa ancora in corso) sulla piattaforma del magnate ucraino Len Blavatnik vedremo tutta la serie A, è altrettanto vero che sarà difficile cancellare dalla nostra smart tv la Champions, l’NBA, la Formula UNO, il tennis e tutto il resto che Sky continuerà ad offrire. Vorrà dire che ci consoleremo rimodulando i nostri budget: risparmiamo non comprando abbonamenti o biglietti per vedere dal vivo la squadra del cuore? Ecco dove dirotteremo i nostri risparmi: sulla TV e la rete.
Ma a questo punto la Palla si chiede: “non è che poi, col tempo, perderemo la strada e la voglia di andarci di persona allo stadio o dentro un palasport”? È un dubbio giustificato. Lo stesso che attanaglia i cinefili, forse meno chi frequentava i teatri o è in crisi di astinenza per la mancanza di concerti live. Ma il calcio, spettacolo televisivo sempre più sofisticato e tecnologicamente avanzato, che pare essersi modellato negli anni ad esclusivo servizio di una tv sempre più bella e grande, sapremo e vorremo ancora godercelo con le antiche e un tempo sopportabili scomodità di uno stadio?
Già, gli stadi. Torneranno ad essere anche quei luoghi spesso a rischio o sapranno adeguarsi alle mutate esigenze di una clientela che non sarà più quella del pre-Covid? Certamente i club di vertice si stanno ponendo il quesito e non a caso è tutta una corsa a trasformare impianti obsoleti in teatri magari più piccoli ma di gran lunga più accoglienti. D’accordo, ma il calcio più povero, quello delle serie inferiori, dalla B in giù, come parerà il colpo? Riusciremo ancora, non dico a riempire, ma a vedere qualche migliaio di spettatori per una partita di serie C o qualche centinaio di tifosi nei tornei dilettantistici? O dovremo guardare in “streaming” anche quei campionati?
Per intanto, buona Pasqua a tutti ed occhio… alle sorprese! —
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