L’accoppiata in regia e Henry i top Promettente la solidità di Grazulis

I segnali dell’esordio in Supercoppa. Non mancano le note positive anche se il precampionato in passato regalò anche illusioni poi franate 

TRIESTE

Una foto, a volte, aiuta a capire più di tante parole. Guardate l’immagine dei festeggiamenti a Laquintana per la tripla vincente. Gioia e allegria. Seminascosto ma riconoscibile comunque, Juan Fernandez, il play leader della squadra rimasto in panchina nell’ultimo quarto. «Sono contento per Tommy» ha dichiarato il Lobito nel dopogara, con sincero entusiasmo. La prima uscita stagionale ha confermato quelle che erano le indicazioni e le indiscrezioni trapelate dagli allenamenti off-limit: la chimica del gruppo è già a buon punto. Gente che sta bene insieme e ha voglia di lavorare.

Il campo, beninteso, non ha detto solo questo. Intendiamoci, le valutazioni degli esordi vanno sempre azzardate con prudenza, da quando Grayson (che nel frattempo ha addirittura smesso con il basket) in amichevole ammaliò la Reyer che per qualche giorno meditò di farselo cedere da Trieste. O Justice immenso al Taliercio, e pure fuori ruolo, nella prima della A l’anno scorso. O Walker che nel torneo di Parma due anni fa ne fece 25 alle Vu nere. Tre illusioni da lavori in corso. Meglio, quindi, essere realisticamente prudenti. Però qualche dato positivo merita comunque di venir sottolineato.

I PLAY Ventidue minuti Laquintana, 19 e spiccioli Fernandez. Lobito devastante nel primo tempo con 13 punti in 11’. Tommy che ne fa 11 in 12’ nella seconda parte, con la bomba decisiva e subisce 6 falli. Non impeccabile in fase di costruzione ma quanta cazzimma. Un atteggiamento e un coinvolgimento che sembrano l’antitesi di quello di Elmore 12 mesi fa. La combinazione dei due play pare interessante.

HENRY E GRAZULIS Sono i due stranieri che hanno più convinto, e anche i più impiegati. Henry, aldilà dei 27 punti con 4/6 da tre (magari sempre così), ha dimostrato di saper rendersi utile un po’ in tutto: difende, da ala piccola si sposta a guardia senza problemi, vede il gioco e non ha una sola dimensione in attacco come conferma l’azione finale che lo vede attaccare il canestro attirandosi addosso tre avversari per poi scaricare fuori il pallone. Grazulis ha mostrato solidità e concretezza. Non sarà showman da alley-oop, da verificare come arma offensiva, ma può rivelarsi il mister utilità tra i lunghi. —

Riproduzione riservata © Il Piccolo