Le donne? Non le vogliono

Sara e Maria Beatrice, commentatrice e arbitro: brave ma fin troppo osteggiate

Sara e Maria Beatrice a modo loro hanno fatto la storia nelle maschili stanze del rugby internazionale. Sara di cognome fa Orchard, è una giornalista sportiva. È stata la prima donna nella storia della Bbc a occuparsi del commento tecnico di un match internazionale dell’Inghilterra. È accaduto il 19 novembre scorso a Twickenham, test match Inghilterra-Fiji, vinto dagli inglesi per 58-15.

Una rivoluzione. Mai era accaduto che i telespettatori inglesi sentissero durante una partita di rugby internazionale una voce femminile commentare placcaggi, corse, mete, touche, mischie.

Maria Beatrice di cognome fa Benvenuti. È nata a Roma, 24 anni fa, ed è arbitro internazionale di rugby oltre che ospite fissa di Rugby Social Club, trasmissione di DMax che accompagna le partite del Sei Nazioni. Maria Beatrice era l’unica ventata italiana nel rugby alle Olimpiadi di Rio. Arbitro del torneo femminile, lei che due anni prima, nel 2014, aveva avuto l’onore di dirigere un test match della nazionale femminile inglese, a Twickenham, contro il Sudafrica.

Anche Sara è un arbitro di rugby, e anche allenatore di secondo grado. Una ragazza che sa il fatto suo. Vanto della Exeter School che quando ha commentato il match dell’Inghilterra le ha dedicato una intera pagina del sito web.

Perché Sara non è arrivata per caso a parlare durante Inghilterra-Fiji. È stata una fra le più giovani commentatrici della storia dei canali sportivi della televisione pubblica inglese. Si è occupata di tennis dal tempio di Wimbledon e dagli Open Usa, ha seguito l’hockey, le olimpiadi di Soci, Londra, Rio de Janeiro. I Mondiali di rugby in Inghilterra nel 2015. Bella presenza, ma soprattutto competenza. Riconosciuta dai colleghi ma invisa a chi crede che il rugby sia solo una «cosa da maschi».

Anche Maria Beatrice ha titoli e competenze per arbitrare. Intanto l’esperienza internazionale, poi la sua calma unita alla fermezza. Così la Federazione Rugby il 21 dicembre 2016 le affida la direzione di una partita del campionato di serie A maschile: Valpolicella-Cus Torino. Una rivoluzione vera e propria. Beatrice fa bene, le partite si susseguono, le presenze in tv anche.

Ma c’è chi non capisce che la storia non si può fermare né con un placcaggio vigliacco né con una caterva di insulti sul web. E qui Maria Beatrice e Sara diventano una sola storia.

La prima a trovarsi sotto attacco è Sara. 19 novembre 2016. La sua bella voce esce dagli schermi tv collegati alla Bbc ed ecco che subito su Twitter compaiono dei trolls, dei provocatori, che scatenano un putiferio. «Cos’è questa diarrea verbale? Fermatela subito». «Mio Dio, Bbc, togliala subito di lì» e via così.

Chi si aspettava un colpo di genio dalla Bbc con la conferma di Sara andrà deluso, il lieto fine è più da cinema che da compassata tv britannica. Ma Sara resiste, commenta ancora le partite dell’Inghilterra, ma quella femminile, fa servizi di contorno sul Sei Nazioni maschile.

Maria Beatrice il placcaggio, vero, devastante, lo prende un mese dopo, l’11 dicembre. Sta dirigendo Valsugana-Vicenza, il Valsugana sta dilagando, un vecchio giocatore del Vicenza, Bruno Andres Doglioli si sta lamentando con l’arbitro. Nel rugby non è ammesso, Maria Beatrice gli fa cenno di stare zitto mettendo l’indice sulle labbra, passano pochi minuti e Doglioli si scaraventa su di lei, da dietro, piazzandole la spalla sulla colonna vertebrale. Andate a rivedere il filmato che ha fatto migliaia di visualizzazioni. L’arbitro pensa di essere stata colpita involontariamente, la partita finisce, il Valsugana stravince. Ma dopo ci si accorge che il colpo non aveva niente di accidentale e Doglioli si prende tre anni di interdizione, non potrà fare niente che abbia a che vedere con il rugby. Maria Beatrice starà ferma fino a primavera. «Se non fosse stata allenata il colpo che ha ricevuto avrebbe anche potuto avere conseguenze gravissime», dice il fisioterapista che l’ha in cura.

Alessandro Cecioni

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