L’Itala si gioca ad Aversala partita più importante della sua lunga storia
Contro la Normanna, sul campo dei casertani, la prima sfida del triangolare che vale un posto in C2
Itala San Marco, orgoglio e un pizzico di sfrontatezza per continuare ad inseguire il sogno chiamato C2. Il gran giorno è arrivato: la formazione gradiscana questo pomeriggio ad Aversa debutta nei triangolari nazionali dei play-off che valgono un biglietto per entrare fra le magnifiche quattro chiamate a disputarsi due posti nel calcio professionistico. Un traguardo storico per il club isontino e per tutto il movimento calcistico regionale.
Emergenza biancoblù. C’è solo da mangiarsi le mani per il fatto che la squadra di Zoratti arriva all’appuntamento in condizioni che solo per delicatezza definiremo precarie: l’Itala andrà nella tana dei campani priva di ben cinque big come Neto, Peroni, Moras, Vosca e Sebastiano Blasina (stagione finita per tutti, è la sentenza) oltre allo squalificato Cantarutti. Per un altro senatore, il centrale difensivo Daniele Visintin, una decisione sarà presa solo in extremis ma allo stato attuale sembra più probabile un suo impiego nell’ultima, decisiva partita contro il Siracusa in programma domenica a Gradisca. Insomma, la trasferta più lunga nella storia del club viene affrontata con un manipolo di senatori (la leadership è tutta sulle spalle dell’eroe di San Bonifacio, Carli, e poi Arcaba, Ghirardo e un ex pro come Ciccio Marino) e tanti giovanotti di belle speranze. Aggregati anche gli juniores Rocco – già un gol in prima squadra per lui al debutto -, Zanuttig, Pinatti e Milocco. Almeno uno di loro sarà gettato da subito nella mischia della partita più importante in 88 anni di storia italina.
Passione normanna. La compagine biancoblù ha raggiunto nel primo pomeriggio di ieri la cittadina dell’entroterra casertano, 53mila abitanti che con i comuni del comprensorio – ci tengono a precisare da queste parti – fanno però 250mila anime. Tutti tifosi del Napoli e della decaduta Casertana, of course, che quest’anno si è guadagnata proprio il ritorno in serie D. Ma negli ultimi anni il cuore degli appassionati è stato conquistato dalle imprese dell’Aversa Normanna (promozione diretta sfumata di un punto dietro al Noicattaro e Coppa Italia di categoria), e sono in molti a sperare che il derby con i cugini casertani si giochi un giorno in C2 e non il prossimo anno in D. Non sarà facile: dopo la sconfitta per 3-1 sul campo del Siracusa, la squadra di mister Boccolini è chiamata a vincere in maniera larga sull’Itala per poter sperare ancora almeno nel posto riservato alla miglior seconda dei tre triangolari e chiama a raccolta il pubblico: sulle tribune del rovente stadio Rinascita saranno in tre, forse quattromila.
La tranquillità di Zoratti. La formazione gradiscana vive la vigilia in maniera assolutamente tranquilla. L’ambiente è consapevole di aver già compiuto due piccoli miracoli andando ad espugnare prima Verona e poi San Bonifacio nella fase triveneta della poule-promozione. Le condizioni di emergenza sono note da tempo e mister Zoratti non ne fa un dramma. «Spiace perché sono convinto che con la squadra al completo avremmo sicuramente fatto molta strada, mentre in queste condizioni servirà qualcosa di veramente grande. Ma non partiamo affatto battuti – precisa il tecnico tarcentino – la pressione è tutta sulle spalle dei nostri avversari e questo per noi sarà un piccolo vantaggio. Dovremo essere bravi a non farci intimorire, per il resto se saremo ordinati e cattivi al punto giusto possiamo fare risultato. E sperare di giocarci poi tutto a Gradisca, sarebbe una vera festa».
L’undici gradiscano. Le scelte di «Zorro» sono praticamente obbligate: se Visintin non ce la farà, davanti a Striatto la difesa sarà composta da Bernecich, Simone Blasina, Arcaba e Racca. In mediana giostreranno Ghirardo e Carli, con Coacci e uno sbarbatello come Zanuttig (sarebbe il debutto dal 1’ per il figlio dell’ex centrocampista di Lucchese, Reggiana e Venezia) sulle fasce. Davanti il compito di pungere spetterà a Marino e Pizzutti.
La curiosità. Pallone e poesia, per una volta così vicini. C'è un personaggio che lega indissolubilmente Gradisca ad Aversa. Ed è la figura di Gianni Anglisani, l'indimenticato poeta, pittore e narratore originario proprio di Aversa ma gradiscano per una vita, scomparso nel luglio del 2005. La Pro Loco cittadina lo ha ricordato nei giorni scorsi con un premio di poesia dedicato ai ragazzi delle scuole, con la partecipazione straordinaria del liceo scientifico Fermi di Aversa. Anglisani, nato nel 1937, è stato autore di prosa e poesia in un continuo rincorrersi fra suggestioni presenti e passate. La sua ultima fatica era stato il tributo all’umanità autentica delle osterie gradiscane: una galleria di personaggi ed aneddoti che puoi gustare solo davanti a un buon bicchiere di vino. Ora il destino, sottoforma di competizione calcistica, mette di nuovo in contatto due realtà così lontane.
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