L’Unione scappa ma si fa prendere

Dopo il gol di Kyriazis, Granoche sbaglia un rigore e Soncin sigla il pari
Triestina 1
Ascoli      1
MARCATORI: pt 12’ Kyriazis; st 14’ Soncin.
TRIESTINA (4-4-2): Dei, Kyriazis, Lima, Minelli, Pesaresi, Antonelli (st 26' Sgrigna), Piangerelli, Allegretti, Testini (st 33' Princivalli), Della Rocca (st 33' Sedivec), Granoche. All. Maran.
ASCOLI (4-4-2): Taibi, Aquilanti, Melucci, Micolucci, Giallombardo (st 28' Bellusci), Job (pt 26' Guberti), Luci, Di Donato, Pesce, Maniero (st 21' Perrulli), Soncin. All. Iaconi.
ARBITRO: Ciampi di Roma.
NOTE: angoli 10 a 0 per la Triestina. Ammoniti: Micolucci, Aquilanti, Taibi e Giallombardo per gioco falloso. Espulso: Melucci al 23' st per gioco falloso. . Spettatori: 5.964.

TRIESTE
Nessuno si aspettava un atterraggio d’emergenza della Triestina dopo il perfetto decollo del primo tempo. Il gol di Kyriazis sembrava aprire la strada a una nitida vittoria ma la Triestina è sparita dai radar, anche se può sembrare un paradosso, proprio nel momento in cui avrebbe potuto blindare la partita. L’errore dal dischetto di Granoche agli albori del secondo tempo ha sancito la fine della corsa della squadra di Maran. Da quel momento l’Unione si è innervosita, ha perso sicurezza e si è disunita dietro lasciandosi infilare da quell’ anguilla di Soncin che necessitava di una sorveglianza più stretta. Neanche in superiorità numerica, dopo il 23’ per l’espulsione dell’ex Melucci (intervento a gamba alzata su Granoche), la Triestina è riuscita più a ritrovare se stessa.


Anzi, in dieci gli ascolani le hanno fatto quasi la festa. Si sono visti annullare due gol per fuorigioco e forse il secondo era buono. Nel finale gli alabardati hanno provato a spingere con tanta generosità ma ormai era troppo tardi e gli ospiti si erano barricati tutti dietro. Poche volte un pareggio può generare tanta infelicità. Volti scuri alla fine tra il pubblico che pregustava una bella vittoria, volti scuri tra gli alabardati, consci di aver buttato dalla finestra i tre punti e volti bui perfino tra i marchigiani, arrabbiati con se stessi per aver sprecato tante occasioni nella seconda parte della gara. Ciononostante ci sono delle cose da salvare di questa partita degli alabardati, a cominciare dai primi 30’ affrontati con l’atteggiamento giusto. Gli alabardati sono scesi in campo con lo sguardo assassino, tutti ben concentrati. Non hanno lasciato giocare gli ospiti, li hanno subiti inchiodati nella loro metacampo.


Finalmente palla a terra e qualche buona apertura dei centrocampisti Allegretti e Piangerelli per gli esterni. A sorpresa Maran ha preferito Testini a Sgrigna e stavolta ha visto bene. Il numero undici, sul suo binario preferito, ha sciorinato la miglior prestazione stagionale per concretezza e cattiveria agonistica. Ha cercato la porta e fornito diversi traversoni per Granoche e Della Rocca. Tutta la squadra sembrava ben ispirata con un Della Rocca magistrale ed elegante nell’emulare Ibra nei tocchi di prima e nelle conclusioni. Nella prima mezz’ora l’Ascoli in pratica non è mai riuscito a mettere la testa fuori dal suo guscio. Dopo un paio di buoni interventi, Taibi è capitolato al 12’ e il pasticcio l’ha combinato lui quando ha mollato una punizione tagliata ma non irresistibile calciata dal versante sinistro al solito Allegretti. Il greco Kyriazis ha bruciato sul tempo anche Granoche segnado a porta vuota. La gara ha subito una brusca frenata anche per un episodio fortuito, per una gomitata di Pesaresi a Job, rimasto a terra sanguinante e quasi privo di sensi. Il giocatore non si è rialzato e sono stati momenti di panico.


Gioco sospeso per 5’ perchè l’ambulanza era con due ruote sul terreno gioco e poi sono tutti con il fiato sospeso per Job. Alla ripresa delle ostilità l’Ascoli è diventato più incisivo e la Triestina ha cominciato un po’ a ballare. Pesce a destra è sempre stato un problema, il pur positivo Kyriazis non aveva il suo passo e si è fatto saltare due volte mentre Minelli e Lima tenevano sotto controllo Maniero e Soncin. Nella prima occasione è bravo a ribattere Dei su Gunerti e Luci, nella seconda spreca tutto il centravanti ospite calciando sopra la traversa. Tuttavia prima del riposo l’Unione potrebbe raddoppiare su incornata di Minelli dopo l’ennesimo angolo, che carambola sul palo. L’occasione per chiudere anzitempo l’incontro arriva al 2’ della ripresa: Della Rocca lancia in profondità Granoche che Taibi falcia in uscita. Rigore netto che però l’uruguaiano ciabatta. Nè forte nè angolato e l’estremo difensore ospite para in presa.


L’undici di Iaconi riacquista coraggio e s’impossessa pian piano del centrocampo e al 14’ sigla l’1-1: Luci illumina Soncin con un passaggio in verticale su quale Pesaresi si fa cogliere troppo avanti e Minelli troppo indietro per tentare la chiusura, così l’attaccante vola verso la porta e con un leggero colpo sotto alza la palla scavalcando Dei in uscita. Che sbandata! Dopo il rigore fallito questa è un’altra mazzata che l’Unione fatica ad sorrbire. Ciampi al 19’ annulla giustamente per fuorigioco un gol a Soncin dopo una carambola davanti alla porta e lo stesso Soncin sfiora di testa il secondo palo. Triestina nel pallone, non la scuote neanche l’espulsione di Melucci al 23’. Ma pur in dieci i bianconeri giocano come avessero un uomo in più.


Si vedono annullare una seconda rete (questa volta di Luci su respinta di Dei) e trovano sempre ampi spazi per inserirsi nel ventre di una squadra allungata. Ma Maran non ci sta, tenta comunque di vincere la gara: inserisce Sgrigna per Antonelli (un po’ meglio del solito ma insufficiente), Princivalli per Testini e Sedivec per Della Rocca. Negli ultimi dieci minuti la Triestina fa finalmente pesare la superiorità numerica, l’Ascoli sfinito sembra alle corde ma in gong finale è troppo vicino.

Riproduzione riservata © Il Piccolo