La maglia rosa trionfa in Friuli e chiude il Giro: Vingegaard primo sul traguardo di Piancavallo
Il ciclista danese onora la tappa che ha commemorato i 50 anni del terremoto (suggestiva la sosta del gruppo davanti al cimitero di Gemona, prima della partenza, per ricordare le vittime del sisma del 1976), indossando la speciale divisa con la scritta “Il Friuli ringrazia e non dimentica”

Una prova di forza schiacciante, nel giorno in cui il Giro d’Italia si doveva decidere. Jonas Vingegaard, il danese che ha dominato la corsa, si è aggiudicato anche la ventesima tappa, quella voluta e disegnata per ricordare i 50 anni dal terremoto che nel 1976 devastò il Friuli. Il capitano della Visma-Lease a Bike ha messo tutti a tacere scattando sulla salita di Piancavallo, a poco meno di 10 chilometri dall’arrivo, facendo il vuoto tra le ali di folla che hanno accompagnato i ciclisti fino all’ultimo arrivo in salita della centonovesima edizione della corsa.
Il trionfo del campione è arrivato indossando una maglia rosa simbolica: con la scritta “Il Friuli ringrazia e non dimentica”, una frase che campeggiò in più occasioni sui muri di case ed edifici abbattuti dal terremoto del 1976 e diventatane un simbolo. Alle sue spalle altri due big della classifica generale come Felix Gall (secondo) e Jai Hindley.
E simbolica è stata anche la partenza della tappa, a Gemona del Friuli, il Comune simbolo di quel dramma, con i corridori che prima della partenza hanno onorato le vittime di quella tragedia con una sosta davanti al locale cimitero.
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