Maran addio, il futuro è una volata a due

Gustinetti e Ventura si giocano la panchina alabardata: la decisione sarà presa nelle prossime ore
TRIESTE Dopo due anni, il matrimonio fra la Triestina e Rolando Maran è finito. Ma non sono volati piatti, non ci sono state accuse reciproche e insulti, insomma non c’è stato nessun litigio tipico da fine rapporto. Piuttosto, come due coniugi responsabili e con la testa sulle spalle, entrambi hanno semplicemente preso atto che la benzina per andare avanti insieme era finita, che non c’erano più il fuoco e l’entusiasmo necessari per tenere in vita un rapporto. E per quanto riguarda invece la panchina dell’Unione? Adesso, dopo tante chiacchiere, la rosa di candidati si è finalmente ristretta e sono davvero rimasti in ballo solamente due nomi: sono quelli di Giampiero Ventura ed Elio Gustinetti. E ormai la decisione potrebbe essere questione di ore.


Divorzio. Ma andiamo con ordine. Il divorzio con Maran è arrivato ieri, nel tardo pomeriggio, negli uffici di Fantinel. Una rescissione consensuale del contratto che legava il tecnico trentino fino al 30 giugno 2010. A raccontare la separazione è il presidente Stefano Fantinel: «Abbiamo esaminato se trovavamo ancora le motivazioni per partire insieme con un unico obiettivo, ma non è stato possibile. Alla fine abbiamo preso atto che da ambo le parti non si riuscivano a trovare gli stimoli giusti per ripartire insieme. A quel punto, meglio dividere le strade». Armonia. Fantinel però ci tiene a sottolineare più volte che è stato un divorzio molto sereno: «Ci siamo lasciati in piena armonia, fra veri galantuomini. È la verità, ci siamo salutati col sorriso sulle labbra, e ribadisco la mia stima umana e professionale per Maran e il suo staff. Ma a volte certe decisioni vanno prese, e io sono convinto che sia meglio così, sia per lui che per noi. Sia chiaro che il mio giudizio su di lui resta positivo, il tecnico trentino qui ha fatto bene per due anni, il resto sono solo parole. Ha anche raggiunto sempre gli obiettivi, solo alla fine c’è stato qualche equivoco».


Maran. Le stesse sensazioni traspaiono anche dal comunicato ufficiale della società alabardata, che oltre ai tradizionali auguri per il futuro, ringrazia «sentitamente Rolando Maran e il suo staff per l’opera prestata in queste due annate nelle quali sono stati raggiunti tutti gli obiettivi prefissati ad inizio stagione». Che sia stato un divorzio soft, è confermato anche dallo stesso Maran: «È vero, abbiamo discusso e parlato serenamente da persone civili, in piena armonia. Ma ci sono stati troppi temporeggiamenti dopo la fine del campionato, invece di ripartire di slancio c’è stata una lunga pausa di riflessione, e questo mi ha fatto capire che forse era il caso di lasciare». Maran, del resto, resterà disoccupato solo per qualche ora: il Vicenza, infatti, gli ha praticamente prenotato il posto fin dalla scorsa settimana e già oggi dovrebbe arrivare l’ufficialità.


Panchina. A restare per il momento vuota, invece, è la panchina della Triestina. Ma già ieri sera la dirigenza alabardata si è messa al lavoro per accelerare i tempi e riempire la casella della guida tecnica. Ieri sono girati un bel po’ di nomi, ma si trattava solo di fumo. Alla fine, la pista dell’allenatore-scommessa o del giovane emergente (tipo Lerda, Gotti o Campilongo) è definitivamente tramontata. Se mai è esistita. La verità è che ormai si tratta solo di una partita a due fra Ventura e Gustinetti.

v La decisione potrebbe arrivare già oggi o domani: nel caso di Ventura, fra l’altro, va ricordato che il tecnico è ancora legato da un anno di contratto al Pisa e pertanto deve risolvere prima quella situazione. Qualunque sia la scelta, si tratta comunque di due nomi di peso: un segno evidente che la prossima Triestina avrà ambizioni di un certo tipo.
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