Maran: «Giochiamo con una punta in meno»

Kalambay non è ancora pronto. Mercoledì sera alle 20.30 al Rocco la prima partita che conta
TRIESTE
Maran, l’amichevole con il Vesna ha mostrato una Triestina organizzata e solida come impianto di gioco, tuttavia manca un po’ di brillantezza: la preoccupa a cinque giorni dall’esordio in Coppa Italia?
«La squadra mi è piaciuta per l’intensità e l’applicazione che ha mostrato durante tutta la sfida di Santa Croce. Ho notato dei grossi miglioramenti dal punto di vista della corsa e della prestazione in generale. È chiaro che le prime gare ufficiali della stagione racchiudono sempre delle incognite, ma per quanto ci riguarda si è fatto tutto ciò che c’era da fare finora e, inoltre, abbiamo ancora alcuni giorni davanti per permetterci di essere al meglio delle nostre possibilità contro il Mantova. Proprio l’intensità messa in campo dai ragazzi due giorni fa, comunque, mi ha confermato come nel gruppo vi siano le giuste motivazioni».


Il centrocampo a tre rimarrà tale o sarà sempre possibile un ritorno al 4-2-3-1?
«Ho sempre detto come contino più i concetti base del gioco, che il modulo utilizzato. Ci siamo comportati discretamente sia con l’una che con l’altra ipotesi nel corso del pre-campionato, pertanto continueremo a lavorare su entrambi questi aspetti».


In difesa, l’esperimento di Peana sulla sinistra avrà un seguito?
«Non si è trattato di una scelta dettata solo dalla necessità di garantire un buon minutaggio a tutti i giocatori, ma è una soluzione che ho adottato per avere una valutazione completa di Andrea e per vedere come possa abituarsi a un determinato impiego».


Nelle ultime due amichevoli, ha sempre schierato Mezzano alternando Lima e Kyriazis al centro del reparto arretrato: l’ex trevigiano è da considerarsi titolare inamovibile?
«No, tutti sono sullo stesso piano. È solo che, essendosi aggregato al gruppo a ritiro già iniziato, Mezzano aveva bisogno di giocare più di altri».


Nonostante la conferma del francese Audel, si attende ancora l’arrivo di un altro difensore dal mercato?
«So che c’è questa possibilità, ma preferisco non parlare di chi non c’è».


Della Rocca non è al meglio, Granoche attende il transfer, Graffiedi utilizzato come prima punta è un’opzione d’emergenza o la rivedremo comunque con la squadra al completo?
«Può essere impiegato così, come anche da esterno. È una punta duttile e questi esperimenti mi permettono di conoscere a fondo tutti gli effettivi. Sedivec ha mostrato dei buoni numeri, ma deve ancora amalgamarsi alla squadra. È arrivato a Trieste con il giusto entusiasmo, ha solo bisogno di tempo per lavorare».


Dopo il match con il Vesna, qualche tifoso ha iniziato a preoccuparsi che la Triestina possa soffrire di nuovo delle difficoltà in zona gol già palesate nello scorso torneo: cosa dice al riguardo?
«Sono convinto che faremo passare queste preoccupazioni ai nostri sostenitori, non ho assolutamente una paura del genere».


Non crede che in rosa vi sia una sovrabbondanza di esterni offensivi con Sedivec, Sgrigna, Antonelli, Kalambay, Testini e lo stesso Graffiedi?
«Contando che non so quando potrò riavere Kalamabay a pieno regime e che Graffiedi può giocare da punta centrale, me li tengo stretti tutti quanti».


Cosa promette al pubblico triestino in vista dell’esordio in coppa col Mantova?
«Voglio assicurare loro che usciremo dal campo senza dover abbassare la testa».


Matteo Unterweger
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