Marchiò, quinto posto alle Mauritius

L’atleta triestina si difende all’African Open ed è in corsa per Rio

PORT LUIS. Un altro quinto posto, ma la qualificazione per le Olimpiadi a Rio è sempre nel mirino di Elisa Marchiò che deve ancora conquistarsi il traguardo olimpico che è comunque alla sua portata.

La gara a Port Louis, capitale di Mauritius, dove la 23enne triestina è salita sul tatami dell’African Open, con la partecipazione di ben 51 nazioni, è iniziata nel migliore dei modi infilando due belle e nette vittorie.

Se è stata prevedibile la prima delle due, con la capoverdiana Adysangela Moniz, comunque regolata per ippon, è stata del tutto inattesa la seconda con la britannica Sarah Adlington, dalla quale Elisa è sempre stata sconfitta nelle tre sfide precedenti. Due waza ari e l’inglese, che nella classifica mondiale precede Marchiò di undici posizioni, non è più una “bestia nera”.

A quel punto è arrivato il disco rosso nella semifinale con l’algerina Sonia Asselah, «con l’algerina non ho capito niente sulle prese... – ha detto Elisa - poi nulla e nella finale per il bronzo (con l’americana Nina Cutro-Kelly, ndr) ho fatto la cavolata di lavorare a terra in un momento in cui non serviva e lì l'ho pagata. Comunque sono soddisfatta perché stavo bene e, finalmente, ho fatto un pò di incontri”. Alla domanda sulla qualificazione olimpica invece, Elisa Marchiò ha tenuto il profilo basso: «Non lo so, io ci provo... faccio solo il mio lavoro e quello che mi piace fare... poi quel che sarà si vedrà!».

Enzo de Denaro

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