Mezza Acegas è indisponibile

TRIESTE. Fortuna che il calendario riservava il turno di riposo, altrimenti l’Acegas domenica scorsa sarebbe scesa sul parquet dimezzata. E magari avrebbe accettato anche qualche spettatore per arrivare a completare la panchina. Ruzzier, Coronica, Mescheriakov, Filloy, Gandini, Mastrangelo: un’ecatombe, più che una lista di infortunati. Ruzzier si è scavigliato in allenamento venerdì ed è stato subito fermato, Coronica ha il ginocchio operato in passato gonfio come un melone, Mescheriakov martedì scorso ha lamentato dolori a un tendine rotuleo, è rimasto fermo un paio di giorni ma venerdì, quando ha provato a tornare in campo, non ce l’ha fatta e ieri è stato sottoposto a risonanza magnetica. E ancora: Filloy dalla scorsa settimana non ci sente da un orecchio e anche lui ieri è stato visitato da uno specialista, Gandini è tornato ad accusare fastidi al piede che l’ha tenuto per un mese, Mastrangelo ha fastidi anche lui al ginocchio infortunato nella finale promozione dello scorso anno. La squadra ha chiuso la scorsa settimana allenandosi in 8, tutti nel fine settimana appena trascorso sono rimasti a riposo, stamattina che riprenderà la preparazione si farà la conta per capire su chi coach Dalmasson potrà contare per l’avvicinamento alla trasferta di Frosinone, campo di gioco del Prima Veroli, prevista per domenica prossima.
A parte la distorsione alla caviglia di Ruzzier e il problema all’orecchio di Filloy, che possono essere catalogati come casi imprevedibili, tutte le altre magagne sembrano avere un filo conduttore comune che fa pensare a un’usura da stress. Ipotesi che anche il tecnico Dalmasson ritiene verosimile: «Lavorando contati è chiaro che durante l’allenamento i giocatori non possono più avvalersi delle rotazioni che avevano quando eravamo con la squadra al completo. Adesso devono stare sempre in campo e quindi un po’ di sovraccarico c’è senz’altro. In realtà, per chi fa sport agonistico a questo livello, sarebbero problematiche tutto sommato normali e potrebbero venire superate facendo ricorso agli altri atleti del roster. Qui l’aggravante è che siamo ridotti all’osso e ogni accidente risulta ovviamente amplificato».
Risentimenti muscolari e fastidi ossei, più che infortuni. Quanto seri nella realtà e quanto invece tollerabili dai giocatori? E qui subentrano un altro paio di considerazioni, entrambe attengono alla psiche degli atleti. La prima: sapendo di avere una settimana di pausa dal campionato, le teste dei giocatori fatalmente hanno allentato la concentrazione e sono riemersi tanti piccoli problemi che magari, concentrati sulla partita, si tendeva a non valutare. La seconda: con la situazione di grande incertezza sul futuro della società e della squadra, si comincia a percepire odore di smobilitazione e ciò fatalmente influisce sulle motivazioni dei giocatori, che iniziano a scemare. E con esse scema anche il grado di sopportazione del lavoro e del dolore. Speriamo di sbagliare...
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