Milan, sentenza Uefa rinviata Dagli Usa si fa avanti Comisso

Atteso per oggi il dispositivo che potrebbe chiudere le porte d’Europa ai rossoneri L’italo-americano è disposto a rilevare le quote da Li ma in campo c’è anche Elliot
Gennaro Gattuso allenatore del Milan
Gennaro Gattuso allenatore del Milan

MILANO. La sentenza Uefa sul Milan è destinata a fare giurisprudenza, mentre entra in vigore il fair play finanziario rinnovato, con parametri più stringenti per aumentare la trasparenza e la sostenibilità finanziaria dei bilanci.

Forse anche per la delicatezza del caso, si è prolungata l'attesa del verdetto della Camera giudicante, che era atteso entro venerdì scorso, e invece arriverà probabilmente fra domani e mercoledì.

«Ci aspettiamo equità, giudizi, basati sui fatti uguali per tutti», il messaggio inviato dal Milan via social ieri sera, alla vigilia di una giornata considerata cruciale, che è trascorsa senza mail o fax provenienti dalla Uefa, mentre ha preso posizione il sindaco di Milano: «Al Psg fanno fare quello che vuole», il commento di Beppe Sala, tifoso interista, convinto che l'esclusione dei rossoneri dalle coppe «sarebbe una ingiustizia clamorosa».

Scorrendo le decisioni dal 2014 della Camera giudicante (per casi che vanno dai debiti con altri club a mancati pagamenti al Fisco), le sanzioni più dure prevedono l'esclusione dalla prima competizione europea al quale la squadra processata si qualifica nell'arco di 2, 3 o 4 stagioni, con multe ridotte rispetto a quelle fino a decine di milioni dei Settlement Agreement.

Il Milan in un anno si è visto negare due volte il Voluntary Agreement (rientro volontario nei parametri del fair play finanziario, sforati nell'era Berlusconi) e altrettante il Settlement ('patteggiamentò senza margini di trattativa), sempre per «le incertezze in relazione al rifinanziamento del debito in scadenza nell'ottobre 2018 e alle garanzie finanziarie del principale azionista».

Ora si attende il verdetto della Camera giudicante, si teme una stangata con almeno un anno di esclusione dalle coppe, poi il Milan avrà dieci giorni per il ricorso al Tas.

Intanto Li Yonghong continua a trattare la cessione di parte o dell'intero club.

L'italo-americano Rocco Commisso sta provando a chiudere ma non è detto che l'accordo arrivi a breve. Se il proprietario cinese non restituirà in dieci giorni i 32 milioni versati al suo posto da Elliott per l'aumento di capitale, il club finirà al fondo.

Allora per i potenziali acquirenti cambierebbero l'interlocutore e probabilmente le condizioni di vendita del Milan, valutato da Forbes 520 milioni di euro, il 24% in meno di un anno fa.

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