Monfalcone si distrae La squadra di Zoratti salvata da Acampora

MONFALCONE. Clamoroso al "Cosulich". Rispolverando la famosa frase di Sandro Ciotti in una radiocronaca di cinquant'anni fa al "Cibali" di Catania (2-0 degli etnei sull'Inter) e scrutando la classifica prima del fischio d'inizio, anche il pari del Lumignacco sul rettangolo della capolista è qualcosa di eclatante. Pronti via e i monfalconesi la combinano grossa lasciandosi infilzare da una progressione di Puddu sul versante destro, nessuno sembra volerlo contrastare e quando arriva dalle parti di Contento entra in rotta di collisione: contatto portiere-pallone-piede e per Gobbato non ci sono dubbi. Dal dischetto Verrillo tira una fucilata centrale che non lascia scampo all'estremo di casa. L'Ufm è stordita e passa un buon quarto d'ora senza che riesca a farsi minacciosa, al 17' Acampora per Bardini che viene stoppato al momento di concludere. Cinque minuti dopo punizione dalla trequarti destra di Acampora, pallone a mezza altezza che nessuno intercetta con Visintin che si lamenta per una trattenuta. Bianzzurri che ci mettono un niente per riproporsi in attacco: Acampora furoreggia a destra, lascia sul posto Lo Manto prima di entrare in area e venir travolto da R. Nardella con una vistosa spallata. Secondo rigore di giornata che lo specialista Tonizzo trasforma spiazzando completamente Bon. Del Tatto anticipa d'un soffio Bardini alla mezzora, il Lumignacco si ripropone in avanti per la seconda volta e lo fa in modo letale: R. Nardella alza un pallone in area, Verrillo si libera con una finta di Cappellari e colpisce di destro: Contento tocca appena il pallone che sbatte sulla parte interna del palo e finisce in rete. Lumignacco chiuso a riccio e pronto a ripartire, Puddu da fuori e soprattutto R. Nardella al 9' si fanno minacciosi: il numero otto incorna senza convinzione sulla sponda di Verrillo sprecando malamente. Un sinistro al volo di Cussigh al 15' evidenzia una certa incapacità dell'Ufm a trovare sbocchi ma a metà tempo ci pensa Acampora: il furetto si conquista una punizione dalla mattonella preferita prima di accarezzare il cuoio per spedirlo, dopo aver superato la barriera, sotto l'incrocio dei pali. Zoratti le prova tutte ma i suoi non sono ispirati e vanno costantemente a sbattere nella muraglia predisposta da Zilli: da ricordare al 25' un errore sotto misura di Visintin sul solito angolo di Acampora (irruzione sul secondo palo con tocco alle stelle) e un'inzuccata di Rocco, imbeccato da Strussiat al 41', che finisce a lato sulla destra di Bon. Troppo poco per spaventare e sorpassare un cinico Lumignacco che si è difeso con ordine sognando per due volte di riportare in patria un risultato storico e fondamentale per la propria graduatoria deficitaria, come al "Cibali" tanti anni fa.
Matteo Marega
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