Morata fa dimenticare anche Dzeko e Suarez La Juve si gode il colpaccio
torino
A Cesena, giustamente, Cristiano Ronaldo si è (ri)preso la scena: il suo ingresso ha cambiato la partita, la sua doppietta ha travolto lo Spezia e restituito tranquillità alla Juventus.
Sarebbe ingeneroso, però, limitarsi all’elogio del portoghese senza soffermarsi sui meriti di altri protagonisti, su tutti Alvaro Morata, autore del primo gol e dell’assist che ha innescato Ronaldo. Un’ottima prestazione, quella dello spagnolo, a conferma di un rapido inserimento nell’ambiente bianconero e negli schemi di Andrea Pirlo, tanto da cancellare il rimpianto di quanti, aspettando Edin Dzeko o Luis Suarez, lo aveva accolto senza troppo entusiasmo.
Non servono parole, dicono tutto i numeri: 4 gol segnati (più 5 annullati per fuorigioco millimetrici) e 2 assist. Se pensate che la Juventus ha segnato complessivamente 13 reti (11 in campionato e 2 in Champions), Alvarito ha inciso su quasi metà.
La partita del Manuzzi, per altro, scaccia il dubbio latente che s’era insinuato nei lunghi giorni senza CR7, ovvero che Morata mitigasse il peso enorme della sua assenza, ma non garantisse compatibilità tattica al momento d’affiancarlo: riflesso, fra l’altro, della prestazione oscura di Roma, nell’unica occasione in cui avevano giocato insieme, essendo CR7 apparso più sciolto e incisivo dopo l’ingresso di Douglas Costa, non ancora girato al Bayern.
Domenica, invece, l’intesa è risultata perfetta, e di sicuro, a livello di forma, il terzo incomodo adesso diventa Paulo Dybala. Questa, però, è un’altra storia, da trattare con delicatezza tra il comprensibile ritardo di condizione e la trattativa per il rinnovo che può sottrarre concentrazione: focus, oggi, è il rendimento di Morata, non solo vice ma gemello ideale di Ronaldo, colpo che la Juventus si gode al di là della bugia sulla prima scelta per l’attacco.
Non era lui, al di là delle pubbliche dichiarazioni, ma i fatti dicono sia stata comunque la migliore. Dzeko ha segnato meno e Suarez, a parità di reti, è digiuno in Europa come il romanista, ma a convincere non sono soltanto i gol: 137 passaggi con il 70% di quelli corti a buon fine, 21 duelli aerei in larga parte vinti, 2 assist e una percentuale realizzativa altissima in rapporto ai tiri ribadiscono quanto Alvaro sia fondamentale in questa Juve.
Qualità tecniche che si intrecciano a quelle umane, poiché fa spogliatoio come pochi: ha legato molto anche con i nuovi bianconeri e proprio ieri ha pranzato con Federico Chiesa, altro grande protagonista del successo sullo Spezia con l’assist per Rabiot e il rigore procurato. Un ritaglio di relax in un lunedì di lavoro: già domani si torna in campo a Budapest con il Ferencváros. —
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