Moratti attacca gli arbitri: «C’è volontà di colpirci»

ROMA. La notte non ha calmato gli animi, anzi. I pensieri sugli errori commessi a Firenze e a Milano da Tagliavento e Gervasoni è traboccato in una giornata ad alta tensione che ha coinvolto figure autorevoli, ma anche tifosi vip che non hanno aiutato a svelenire l’ambiente. Al centro delle polemiche, il presidente dell’Inter, Massimo Moratti, il quale ha ribadito la convinzione che non ci fosse stata buona fede nel rigore concesso all’Atalanta e ha rincarato la dose parlando di «volontà di colpire» la sua squadra.
E in casa del Milan c’è rabbia per l’attacco diretto al club da un nerazzurro doc come Paolo Bonolis ha svolto attraverso il sito ufficiale dell’Inter. Parole dure, quelle dello showman: «Se fossi il presidente Moratti, manderei in campo la Primavera - ha detto a Inter Channel - Non puoi più credere nella buona fede degli arbitri è tutta una commedia. È impossibile non vedere che dei rigori grossissimi ci vengono negati e altri inesistenti ci vengono dati contro». Una lettura che ricalca quella del presidente e di molti tifosi nerazzurri, ma Bonolis è andato oltre: «Ci deve essere una sceneggiatura scritta che prevede un finale, quello del Milan che ha fatto investimenti e che vuole essere portato in Champions League. È una commedia. È palese». Il fatto che tali dichiarazioni sono state riportare nel sito ufficiale dell’Inter ha fatto imbufalire il club di via Turati, che le ha definite «infondate e gravi», mentre il direttore di Milan Channel è arrivato a dire che «Moratti è il ventriloquo di Bonolis».
La furia contro gli arbitri del presentatore-tifoso, che peraltro vanta uno zio direttore di gara, ha provocato solo la reazione del Milan, mentre le repliche a Moratti sono state numerose e autorevoli. Il presidente della Figc, Giancarlo Abete, ha ammesso che «l’Inter ha vissuto una situazione negativa collegata a un rigore che non doveva essere concesso» ma ha anche sottolineato che «la buona fede da parte del mondo arbitrale non si discute». «Ci sono degli errori, alcune volte accadono in momenti delicato di una partita - ha aggiunto Abete -. Questi errori dispiacciono in primis al mondo arbitrale e alla federazione, ma l’errore da parte dell’arbitro c’è e ci può essere, come può esserci l’errore di un giocatore di qualità della Nazionale, di fronte alla porta».
Il presidente dell’Aia, Marcello Nicchi, è stato più deciso nel rispondere, anche se indirettamente, a Moratti: «Gli arbitri sono atleti, che sbagliano come tutti. Una cosa è certa al 110%: la loro assoluta buona fede. Chi non ha fiducia nelle componenti federali non può fare calcio». Intanto, anche per non esporli ulteriormente, Gervasoni e Tagliavento rispetteranno nel prossimo turno un “fermo tecnico”.
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