Morto a 88 anni Valentinuzzi: talento del Crda, giocò in A con Bologna e Vicenza

MONFALCONE. Il triplice fischio è arrivato anche per Giorgio Valentinuzzi, il calciatore monfalconese dalla carriera più prestigiosa. Aveva 88 anni. Domani alle 11 nella chiesa di San Nicolò a Monfalcone il funerale. La salma sarà esposta dalle 9,30 all’obitorio del cimitero centrale. A pochi giorni dalla scomparsa di Renato Valenti, lo sport monfalconese e non solo perde un altro suo grande protagonista. Il ricordo di Valentinuzzi è legato ad Alfredo Lulich e a Sergio Morin che hanno segnato l’epoca d’oro del calcio all’ombra della Rocca. Cresciuti nel Crda – la squadra aziendale che negli anni Sessanta conquistò a più riprese la serie C nazionale – tutti e tre nell’agosto 1950 salparono alla volta dell’Inter.
Valentinuzzi fu dirottato in prestito all’Alessandria che militava in serie C. Erano gli anni in cui nelle giovanili della società scalpitava un ragazzino di nome Gianni Rivera. Dopo Alessandria ancora serie C per Valentinuzzi, al Venezia. Poi, nel 1953, il grande salto in serie A con la maglia del Bologna: tre stagioni e 10 reti. Da Bologna a Vicenza, sempre nella massima serie. E poi in serie B con il Verona e ancora Sambenedettese, Treviso e Montebelluna. Per Valentinuzzi complessivamente 74 presenze e 15 gol in serie A, 121 presenze con 15 gol in serie B e 153 presenze in C.
Nel 1965 comincia la lunga attività di allenatore professionista: Montebelluna, Pordenone, Lignano, Viterbese, Bisceglie, Pro Gorizia, Monfalcone.
«Ma quello a cui papà teneva tanto – ricorda la figlia Jessica – era il suo impegno nell’allenare i ragazzini in diverse società del Monfalconese. Prima del calcio, diceva, viene l’educazione, il rispetto dell’avversario, sapere perdere».
Giorgio Valentinuzzi era un ottimista, amico di tutti, amava la buona tavola e la compagnia allegra. Ma la morte della moglie Vally, avvenuta qualche anno fa, l’aveva fortemente prostrato. Negli ultimi anni il progressivo peggioramento delle condizioni di salute. Una polmonite non gli ha dato scampo.
Con Valentinuzzi si ammaina la bandiera di quel Crda che annoverava i vari Nicoli, Di Davide, Trevisan, Ive, Lulich, Morin, Covaz, Tonca, Politti e troppi altri “andati avanti”, assieme al “papà” di tutti, il leggendario presidente-trainer Ciso Zelesnich. –
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