Addio al calciatore triestino Giorgio Pobega, “El Pobe de oro”

Classe ‘54, l’attaccante di razza aveva cominciato prestissimo a calcare i campi del calcio dilettantistico, entrando givanissimo nella “Fulgor” 

Ugo Salvini
Giorgio Pobega, “El Pobe de oro”
Giorgio Pobega, “El Pobe de oro”

Il mondo dello sport triestino ha perso Giorgio Pobega, attaccante di razza che, nel mondo del calcio dilettantistico, era noto come “El Pobe de oro”, adattando al suo cognome il titolo attribuito al grande Maradona, detto “El Pibe de oro”.

Classe ‘54, Giorgio, per gli amici “Iure” o “Pobe”, aveva iniziato prestissimo a calcare i campi di calcio, entrando nella “Fulgor”, storica fucina di giocatori, per poi vestire maglie gloriose come quelle del Ponziana, del Costalunga, del Portuale, dell’Edile Adriatica, infine del Cgs. Carattere gioviale e sempre pronto alla battuta, un leone sul terreno di gioco, dove non aveva mai avuto problemi nell’affrontare difensori arcigni e ruvidi, Pobega, che aveva una struttura tipica da goleador, in quanto prestante e robusto, oltre che dotato di buona tecnica, era un personaggio unico, soprattutto nel modo di approcciarsi alla vita.

Nell’arco della carriera sportiva aveva avuto anche numerose proposte per andare a effettuare provini in formazioni di categoria professionistica, ma amava a tal punto la sua città e le numerose amicizie coltivate nel suo ambiente, da decidere di rimanere dov’era nato e cresciuto. La sua vita professionale è sempre stata abbinata alle attività portuali, dove aveva iniziato a lavorare da giovane, per poi raggiungere la quiescenza. La sua vita è però sempre stata caratterizzata dalla grande passione per il calcio, al punto da decidere, una volta abbandonata l’attività agonistica, di andare ad aiutare l’amico di sempre, Vladi Tesevic, con cui aveva condiviso l’esperienza da calciatore, in qualità di suo aiuto allenatore. Il loro legame era iniziato da giovanissimi, quando entrambi erano stati più volte convocati assieme nella rappresentativa regionale di categoria. Colto da un ictus una decina di anni fa, per “Pobe” la vita non è più stata la stessa. Per un carattere vivace e dinamico come il suo, doversi affidare a lunghe cure ha rappresentato una fatica. “Che ha però ha sempre affrontato con il consueto coraggio - spiega la figlia maggiore, Lara - evidenziando la forza e la combattività che sono state le sue costanti durante tutta la vita. E’ rimasto lucido e pronto a lottare fino alla fine - prosegue la primogenita - confermando quello che abbiamo sempre pensato di lui, e cioè che avesse l’indole del leone”. Nel tempo, le sue condizioni sono progressivamente peggiorate, fino all’epilogo, quando la somma di una serie di problematiche hanno purtroppo avuto la meglio su di lui.

A piangerlo sono i quattro figli, Lara, Andrea, Massimiliano e Giorgia, e i quattro nipoti: Greta, Nicolas, Eleonora e Deva e, con loro, tutto lo sport triestino.

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