Nel derby sloveno stravince Pogačar che fa suo il Tour

Stage winner and new overall leader, best young rider and best climber, Slovenia's Tadej Pogacar, wearing the yellow jersey, celebrates on the podium after stage 20 of the Tour de France cycling race, an individual time trial over 36.2 kilometers (22.5 miles), from Lure to La Planche des Belles Filles, France, Saturday, Sept. 19, 2020. (Marco Bertorello/Pool via AP)
Stage winner and new overall leader, best young rider and best climber, Slovenia's Tadej Pogacar, wearing the yellow jersey, celebrates on the podium after stage 20 of the Tour de France cycling race, an individual time trial over 36.2 kilometers (22.5 miles), from Lure to La Planche des Belles Filles, France, Saturday, Sept. 19, 2020. (Marco Bertorello/Pool via AP)

PARIGI

Tadej Pogačar festeggerà lunedì il suo compleanno numero 22. Se lo ricorderà a lungo lo sloveno perché oggi salirà sul gradino più alto del podio a Parigi, Ieri con un cronometro da alieno ha tolto la maglia gialla al suo più illustre ed esperto connazionale Primož Roglič. Era da 31 anni, dal 23 luglio 1989 che un Tour non si decideva nell’ultima corsa contro il tempo. La Grande Boucle Tour chiudeva i battenti: nella crono Versailles-Parigi Greg Lemond ribaltò tutto, fregando per 8 invisibili secondi a Laurent Fignon una maglia gialla che sembrava acquisita.

Nessun calcolo, nessun appagamento per un secondo posto che per Pogačar sarebbe stato comunque un risultato eccezionale. Si prende la gialla con una crono irresistibile: 36, 2 km, gli ultimi 6 ad arrampicarsi verso La Planche des Belles Filles, un luogo mai banale che ha tenuto a battesimo, tra gli altri, il primo Froome e il miglior Nibali. Il giovane sloveno l’ha strappata al connazionale Roglič: aveva 57’’, alla vigilia era opinione generale che potessero bastargli. Invece è stato ribaltone.

Il capitano della Jumbo Visma, fino a ieri vero padrone del Tour, è giunto al traguardo con 1’55” di distacco dal giovane connazionale. Uno svantaggio maturato progressivamente (già 17” il ritardo al primo intermedio) e che si è dilatato di quasi un minuto nella scalata finale di 6 chilometri nella quale Pogačar ha stracciato anche tutti gli altri avversari andando a vincere anche la tappa. Tra questi ottima la prova del siciliano Damiano Caruso, che si è piazzato al 7.o posto nell’ordine d’arrivo e al decimo della generale. Posizioni che oggi saranno confermate dalla passerella sugli Champs Elisèe.

«Sono nel bel mezzo di un sogno, non so cosa dire. Abbiamo sognato dall’inizio tutto questo e siamo riusciti a prendercelo. È incredibile. Il mio sogno era solo di partecipare al Tour e oggi l’ho addirittura vinto». Questo il primo commento di Pogačar, poco prima di indossare la maglia gialla. «Abbiamo effettuato una ricognizione, sapevo che, in ogni curva, in ogni punto, dovevo accelerare – aggiunge –. Ho sentito il mio team alla radio solo nella prima parte. Poi, non ho sentito niente, perché c’era il rumore della folla. Ma conosco bene la salita: sono andato fino in fondo». —

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