Onorato: «Alla scoperta della Barcolana»

TRIESTE
È alla sua prima Barcolana, benché abbia navigato in tutti i mari del mondo, su tutti i tipi di barche, abbia vinto titoli di tutti i tipi e sia di diritto entrato nella storia della vela italiana e in quella di tutta la Coppa America. Vincenzo Onorato, patron di Mascalzone Latino, sfida italiana nelle ultime due edizioni della Coppa America, arriva a Trieste la prossima settimana e già da martedì sarà in gara alla Trieste RC44 cup, a bordo del suo RC44 che come da copione si chiama Mascalzone Latino anche lui. «È vero, sono alla prima Barcolana e sono molto curioso. Ma conosco molto bene Trieste e il mio rapporto con questa città è molto stretto - racconta l'armatore - perché è una sorta di gemellaggio: il mio equipaggio ha una lunga storia con i ragazzi triestini e con Vasco Vascotto in particolare, con lui ho vinto due titoli mondiali.


È un legame fortissimo, questa città mi ha ispirato per la creazione della nuova scuola di vela a Napoli. A Trieste la vela è un fenomeno popolare, è per questo che si può considerare una fucina di campioni: purtroppo a Napoli non è più così da tempo, ma speriamo che le cose inizino a cambiare, su esempio di quanto avviene proprio qui». Ospite a Muggia qualche tempo fa del gemellaggio con il locale circolo velico, la «casa» di Vasco Vascotto, più volte a Trieste in occasione del match race Trieste Challenge, Onorato conosce la strada. Ma della Barcolana, finora, ha solo sentito raccontare dai «suoi triestini». Armatore e imprenditore del settore navale (Onorato è laureato in economia marittima ed è a capo della Moby Lines, appassionato di letteratura), affronta la Barcolana con lo spirito tipico di chi arriva in città per partecipare: «Mi aspetto senza dubbio di fare una bella esperienza, ma soprattutto spero di divertirmi tanto.


Ci sarà molta gente che conosco, sarà la possibilità di incontrare molti amici, oltre che regatare». E in puro spirito barcolano, Onorato non sarà a bordo di uno scafo che punta alla vittoria assoluta, ma con il suo RC44: «È una barca molto innovativa e molto competitiva - dice ancora il velista-imprenditore napoletano - l'ho scelta perché la classe è gestita da un campione di vela bravissimo che ammiro molto, Russell Coutts, quindi una certezza, un pezzo di storia della vela. Considerando che la mia barca regata a Trieste fino al giorno precedente, era d'obbligo usare questa anche per la Barcolana». Ma Onorato non sa rinunciare alle sfide, e se gli si chiede se ha mai pensato di farsi costruire un Super Maxi yacht come Alfa Romeo 2, uno scafo che possa vincere tutto in Mediterraneo, e possa poi approdare da protagonista assoluto alla Barcolana, non nega: «Dico la verità: un progetto in mente io l'avrei, ma è ancora un po' presto per parlarne... Intanto vengo con il mio RC44».

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