Giallo PalaRubini: il Comune offre la gestione ma la Pallacanestro Trieste riflette

Il Comune dà l’affidamento dell’impianto al club biancorosso sino al 30 giugno 2027 erogando un contributo di 630 mila euro. Lodi: «Soluzione soddisfacente». La società: «Aspettiamo i dettagli tecnici ed economici»

Lorenzo Gatto
Il PalaRubini gremito (foto Massimo Silvano)
Il PalaRubini gremito (foto Massimo Silvano)

La complessa querelle sul futuro della Pallacanestro Trieste e dell’utilizzo del PalaRubini si potrebbe chiudere con un lieto fine. Forse.

La Giunta comunale, su proposta dell’assessore allo Sport Elisa Lodi, ha approvato ieri il documento di indirizzo per la concessione provvisoria del palasport di Valmaura per la stagione 2026-2027. Con tanto di supporto economico pari a oltre 630 mila euro.

Di fronte alla proposta del Comune, però, la Pallacanestro Trieste ha deciso di frenare, comunicando di voler conoscere maggiori dettagli.

I presupposti per chiudere il cerchio parevano esserci tutti.

La formula individuata dal Comune prevede la concessione provvisoria dell’impianto fino al 30 giugno 2027, nelle more della futura gara d’appalto per l’affidamento pluriennale. Per garantire la continuità del servizio ed evitare la chiusura della struttura, il Comune metterà in campo un supporto economico complessivo pari a 630.607,58 euro. Entrando nel dettaglio delle cifre, 130.607,58 euro verranno concessi a compensazione del canone dovuto (stimato dall’Agenzia delle Entrate e riparametrato per la durata inferiore all’anno), mentre 500 mila euro saranno destinati quale contributo in conto spese correnti, suddivisi in due tranche finanziarie erogate il 15 dicembre 2026 e il 31 marzo 2027.

La delibera rappresenta il punto d’arrivo di un iter lungo, iniziato nel 2016 e segnato da numerosi passaggi complessi: dai progetti mai concretizzati di gestione autonoma all’impatto della pandemia, fino al cambio di proprietà della società.

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Dopo la gara d’appalto andata deserta, l’Amministrazione ha intensificato il confronto con la nuova governance del club. Sfruttando le opportunità offerte dalla solidità del proprio bilancio, il Comune è così riuscito a definire una formula giuridicamente ed economicamente sostenibile.

«Siamo molto soddisfatti di aver trovato questa soluzione – sottolinea l’assessore comunale allo Sport, Elisa Lodi – perché il nostro obiettivo è sempre stato quello di garantire alla Pallacanestro Trieste la possibilità di continuare a giocare al PalaRubini. Non è stato un percorso semplice, ma ci abbiamo sempre creduto ed anche nei momenti più complessi i contatti e le interlocuzioni prima con il solo gm Arcieri e poi con tutta la nuova società ed i soci di minoranza, ci hanno fatto arrivare al risultato. Ringrazio anche il Presidente Fedriga che non ha fatto mai mancare il suo apporto».

Sulla stessa linea il sindaco Roberto Dipiazza: «Il basket resta a Trieste e il PalaRubini continuerà a essere la casa della Pallacanestro Trieste».

Al momento, però, lo spettro del PalaBigot di Gorizia non è stato ancora ufficialmente allontanato.

Il club attende i dettagli tecnici ed economici

Arriva la risposta della Pallacanestro Trieste a seguito della comunicazione del Comune relativa alla delibera per la gestione del PalaRubini nella stagione 2026-2027.

La società biancorossa ha inteso far sentire la propria voce con una nota ufficiale che sottolinea la necessità di approfondire i dettagli operativi.

«A seguito della delibera del Comune di Trieste relativa alla gestione del PalaRubini per la stagione 2026-2027, la Pallacanestro Trieste attende ora di esaminare i dettagliati termini tecnici ed economici della proposta del Comune per comprenderne appieno le implicazioni finanziarie e l’impatto sul business plan del Club», recita la nota.

A prendere la parola è stato anche il presidente della Pallacanestro Trieste, Josh Hiller: «Siamo grati al Comune e alla Regione per il lavoro svolto nel portare avanti questo processo. È chiaro che condividiamo un obiettivo comune: Trieste è la nostra casa e desideriamo fortemente che la Pallacanestro Trieste continui a giocare qui, davanti ai nostri tifosi, nell’arena che questo Club e questa comunità considerano casa».

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«Il Club investe risorse, tempo ed energie significative nella gestione del PalaRubini non solo per le proprie attività, ma anche a beneficio dell’intera comunità – continua la nota societaria –. Circa l’85% del tempo di apertura dell’impianto è messo a disposizione di scuole, organizzazioni sportive giovanili e dilettantistiche, iniziative sociali e altre attività comunitarie».

«Gestire il PalaTrieste preservando sia il suo ruolo sportivo sia la sua importante funzione di risorsa per la collettività comporta costi e responsabilità notevoli per il Club – ha dichiarato il gm Michael Arcieri –. Auspichiamo che la delibera del Comune rappresenti un passo importante verso un accordo per la prossima stagione, e non vediamo l’ora di continuare a lavorare insieme verso una soluzione a lungo termine, stabile e sostenibile, che consenta alla Pallacanestro Trieste, al PalaRubini e alla comunità che esso serve di prosperare per molti anni a venire».

Adesso la Pallacanestro Trieste attende di vedere e analizzare nel dettaglio le carte ufficiali, passaggio fondamentale per comprendere in maniera compiuta ogni singolo aspetto economico, gestionale e burocratico della vicenda prima di mettere la firma definitiva sull’accordo.

Intanto una cosa è certa: come espresso chiaramente sia dal presidente Hiller che dal gm Arcieri, la volontà del club è ben definita. La priorità resta quella di continuare ad allacciarsi le scarpe sul parquet di casa, garantendo continuità a un progetto sportivo e sociale radicato nel territorio.

Stringere i tempi diventa ora una priorità anche sul fronte della programmazione della nuova stagione.

Risolvere il nodo della gestione del palazzetto è il passaggio per far partire la macchina organizzativa, a cominciare dal lancio della campagna abbonamenti.

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