Applausi per il meritato trionfo della quinta sorella

La Pallamano Trieste si accinge a ritornare da prima della classe nell’èlite di questo sport

Giovanni Marzini
Un momento del match tra Pallamano Trieste e Carpi (Bruni)
Un momento del match tra Pallamano Trieste e Carpi (Bruni)

La Palla di questa settimana è la metà di quella da basket, ma è molto più piccola anche di quella da calcio o di quelle che si usano per la pallanuoto: la puoi stringere facilmente in una mano, non a caso si usa per un gioco chiamato appunto pallamano.

Ma pur essendo la più piccola di tutte, per anni è stata la più grande consolazione domenicale nelle troppo spesso anonime domeniche dello sport di casa nostra. A cavallo tra gli anni ’70 ed ’80, infatti, quando calcio e basket annaspavano, questo sport ci portava trionfi e scudetti in serie, tanto da regalare a Trieste il titolo di “capitale italiana della pallamano”, con il suo predicatore chiamato poi a guidare anche la nostra Nazionale.

Oggi la quinta sorella tra le più “amate” in città, si merita il gradino più alto del podio perché si accinge a ritornare da prima della classe nell’èlite di questo sport, al termine di una stagione con una fedina “sportiva” immacolata. Sinceri applausi a questo manipolo di giocatori che dei professionisti hanno solo l’impegno ed i sacrifici, non certo gli ingaggi; un bravo alla serietà del loro allenatore, quel Andrea Carpanese che merita fiducia anche per il futuro. Ed un grazie a chi ci ha messo soldi e caparbietà per restituire a Trieste la vera serie A.

Federico Lanza non era ancora nato quando l’insegnante di educazione fisica Giuseppe Lo Duca faceva conoscere questo strano incrocio tra calcio e basket ai triestini, dentro un capannone della Fiera a Montebello. Ed era poco più di un ragazzino quando si sgolava a Chiarbola per applaudire i campioni d’Italia coi quali giocava quel Giorgio Oveglia, che oggi è il suo primo collaboratore. Qualcosa di più di un semplice direttore sportivo.

Da presidente, ricostruita la società ripartendo dal basso, ha centrato l’obiettivo di una trionfale promozione al suo primo tentativo. “Ma entro un paio d’anni voglio vincere qualcosa di importante” confessa alla Palla di Cristallo, facendo i debiti scongiuri. Anche perché torna in serie Gold proprio quando l’upgrade di questo sport - con la partecipazione azzurra ad un ottimo mondiale - contribuisce grazie ad un’attenzione mediatica sempre maggiore di stampa e tv a riavvicinare tifoserie e sponsor. Sarà così anche in questa città? Raggiungere in serie A/1 le altre tre sorelle, quella americana del basket e quelle con i fiocchi rosa ed azzurro della scuderia Samer nella pallanuoto, non è traguardo di poco conto. E chissà che non sproni ad affrettare i tempi anche per la sorella più amata di tutte, alla quale la terza serie inizia a stare troppo stretta.

Ma questo è tutto un altro discorso. Gli applausi di oggi sono in esclusiva per la Pallamano Trieste. Non vogliamo certo rubarle la scena…

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