Alex Pernic, l'addio della bandiera: 25 anni di Pallamano Trieste

Dopo un quarto di secolo in biancorosso e diciannove stagioni in prima squadra, lo storico capitano appende le scarpe al chiodo. Per lui si prospetta un futuro da dirigente per continuare a trasmettere i valori della "triestinità"

Alex Pernic
Alex Pernic

Si chiude a 34 anni, dopo venticinque stagioni intense e bellissime, la carriera di Alex Pernic con la Pallamano Trieste.

Una vita con addosso una maglia che è stata una seconda pelle, l’atto conclusivo di una parabola iniziata quando Alex, ancora bambino, muoveva i primi passi nella cantera biancorossa sotto l’ala protettrice di Giorgio Oveglia.

Diciannove stagioni in prima squadra, dai primi anni da matricola fino ai campionati vissuti con i gradi di capitano cuciti addosso.

Un viaggio durato un quarto di secolo che ha sfidato le logiche del professionismo moderno. E il palasport di Chiarbola, la sua casa, gli ha restituito tutto quello che ha seminato.

Il tributo finale al termine del match di ieri sera contro Macagi Cingoli è stato un concentrato di emozioni: l’affetto dei tifosi si è materializzato nel pasillo de honor tributatogli dai compagni di squadra, un corridoio di mani e applausi che ha accompagnato l’uscita di scena dell’ultimo baluardo di una Trieste d’altri tempi.

Tra sorrisi e abbracci, c’è stata la consegna di una maglia autografata, simbolo di un’appartenenza che non sbiadirà con il tempo.

A rendere ancora più profondo il senso di ciò che Pernic ha lasciato è la testimonianza di chi, con lui, ha condiviso lo spogliatoio.

Thomas Postogna ha dipinto un ritratto che va oltre lo sport: «Smette di giocare una parte di me. Alex è come un fratello e non averlo più in campo sarà strano e difficile. La cosa bella è che, quando giocavamo, io sapevo in anticipo quello che avrebbe fatto lui e viceversa».

A 34 anni, Alex appende le scarpe al chiodo, ma la sua presenza continuerà a proteggere il futuro del club, come spiega il direttore sportivo Giorgio Oveglia: «È impossibile spiegare a parole cosa sia stato Alex per questa società: un giocatore, ma prima di tutto un ragazzo insostituibile.

Finisce la sua carriera agonistica, ma non il contributo che potrà dare alla Pallamano Trieste. Il nostro obiettivo è averlo presto con noi in veste di dirigente».

Commosso il capitano, che non è riuscito a trattenere l’emozione: la consegna della maglia autografata da tutti i suoi compagni e della targa celebrativa, ricevuta direttamente dalle mani del presidente Federico Lanza, è stata una sorpresa del tutto inaspettata che ha reso ancora più magica una serata già indimenticabile.

Cala il sipario sulla carriera dell’atleta, dunque, ma la storia di Pernic in biancorosso è tutt’altro che finita.

Il suo esempio, la sua abnegazione e la fedeltà alla maglia resteranno indelebili, pronti a trasmettere ai giovani quella triestinità che lui ha onorato per venticinque, indimenticabili anni.

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