La Pallamano Trieste c’è: «L’obiettivo sarà salvarsi»

Il club si è iscritto alla Serie A Gold, ma Lanza avverte: «Sarà un’annata di transizione»

Lorenzo Gatto
Il presidente Lanza
Il presidente Lanza

 

La certezza formale è arrivata, la Pallamano Trieste ha perfezionato l’iscrizione al prossimo campionato di Serie A Gold. Dato importante e tutt’altro che scontato, specie in un momento storico in cui il panorama della pallamano italiana vede soffrire anche piazze storiche come Conversano.

Trieste c’è, riparte e conferma la volontà di proseguire nel proprio percorso di crescita sportiva e organizzativa. Al timone c’è sempre il presidente Federico Lanza, che ha scelto di dare continuità al progetto nonostante un quadro generale ancora tutto da definire. Dopo aver analizzato l’ultima complessa stagione, condizionata pesantemente dai troppi infortuni, il numero uno biancorosso guarda al futuro con pragmatismo e piedi ben piantati per terra.

«Voglio essere chiaro sin da adesso – le sue parole – vogliamo puntare a un campionato di metà classifica e a una salvezza la più tranquilla possibile, senza proclami come nel recente passato ma lavorando in prospettiva futura. Sarà un’annata di transizione, nella quale punteremo a un mercato intelligente per portare a Trieste giocatori giovani e di talento che possano integrarsi con il nucleo dei triestini e dei giocatori già riconfermati. Naturalmente da parte nostra c’è la volontà in futuro di tornare a puntare ai primi posti, ma dobbiamo guardare in faccia la realtà e non fare passi più lunghi della gamba».

Il presidente Lanza spiega i motivi di questo ridimensionamento degli obiettivi rispetto al recente passato: «Qualche sponsor purtroppo diminuirà nel breve termine il proprio impegno economico nei nostri confronti, abbiamo recentemente battuto tante porte ma di risposte ne abbiamo ricevute ben poche».

Non solo rapporti con i privati, per Federico Lanza, c’è il nodo spinoso del rapporto con la politica e il territorio. Il presidente non si nasconde dietro alle frasi di circostanza e punta il dito contro la disparità di trattamento rispetto ad altre discipline cittadine: «Ci aspettavamo da parte delle istituzioni locali e regionali qualche contatto importante di sponsorizzazione come viene fatto con altre realtà sportive cittadine – spiega Lanza – la realtà è che di aiuti non ne abbiamo avuti. Penso a tutte le lodi che sono state tessute sulla nostra squadra, ma dopo tanti inviti più di qualcuno non è mai venuto a vedere nemmeno una gara».

Senza l’appoggio dei grandi partner e delle istituzioni, Trieste deve fare affidamento sulle proprie forze storiche: la passione della piazza, la solidità del gruppo e l’infaticabile lavoro della sua gente. È da qui che si costruiranno le fondamenta della nuova stagione: «Ripartiremo dal calore dei nostri tifosi e da una futura campagna abbonamenti che spero possa darci risultati importanti, dall’identità del nostro spogliatoio e dagli oltre cinquanta volontari che stanno lavorando in sagra durante l’estate. Attenzione però, l’auto-sostenibilità non può bastare per obiettivi importanti».

 

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