Pecile studia da coach: «Il colpo è tenere Wright»

TRIESTE. Andrea Pecile tra il Sunshine Trieste Tropics Camp appena concluso e la "vacanza forzata" a Bormio nella quale, assieme all'ex compagno di squadra Alessandro Cittadini, sta sostenendo gli esami per acquisire il patentino di allenatore nazionale. Estate intensa, quella del "Pec" che con grande soddisfazione traccia un bilancio più che positivo della settimana trascorsa assieme agli oltre novanta mini atleti che anche quest'anno si sono dati appuntamento sul parquet dell'Allianz Dome.
«E' stata veramente una bellissima esperienza grazie anche al supporto dei tanti ospiti che si sono succeduti nel corso della settimana. Senza voler dimenticare nessuno penso a Janelidze, Prandin, Baldasso Fernandez, Bossi: abbiamo lavorato cercando di portare novità e di far divertire i ragazzi nel corso di tutta la settimana. Ringrazio di cuore lo staff tropicale, i genitori dei nostri atleti, tutto l'ambiente e naturalmente la pallacanestro Trieste che ci ha dato la possibilità di utilizzare il palazzetto». Sette giorni intensi rispetto alle due settimane, durata del camp riveduto e corretto per dare a Pecile la possibilità di partecipare al corso di formazione per diventare allenatore nazionale.
«Io e Cittadini- scherza Andrea- non sapevamo dove passare le vacanze e così ci siamo affittati una stanza doppia qui a Bormio. Stiamo lavorando duramente per portare a casa questo patentino, siamo in 35 e il corso è veramente duro. Nei tempi più che nella sostanza delle cose perchè in due settimane è concentrata una quantità di cose da fare davvero notevole».
L'impegno nella lontana Bormio non distrae il Pec dalle cose di casa nostra e dalle notizie allarmanti che coinvolgono tante società iscritte al prossimo campionato. «Leggo di problemi che mettono a rischio la partecipazione di diverse squadre e mi chiedo se la strada che è stata intrapresa, con l'allargamento a diciotto formazioni della serie A, a sia quella giusta. Ho assistito a tante riunioni di lega e posso garantire che la volontà di migliorare la situazione esiste. Poi certo bisogna trovare il modo migliore per farlo».
Tra le società in difficoltà non c'è Trieste che però aspetta di definire il suo budget per capire che somma può mettere a disposizione dei suoi uomini mercato. «La cosa più importante- conclude Pecile- è avere un buon nucleo di italiani e questo, fortunatamente, è il nostro caso. La base c'è, la squadra va soltanto completata e in questo senso direi che non dobbiamo avere fretta perchè il mercato offre molte possibilità. Dovessi tenere un giocatore straniero della passata stagione? Premesso che ne terrei più di uno, se devo scegliere dico Wright. Chris ha una leadership innata ed è stato un faro per tutti».
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