«Per l’Itala ora è iniziato un nuovo campionato»

Eccellenza, parla capitan Campanella: il pesantissimo successo contro il Lignano rilancia i gradiscani

GRADISCA D’ISONZO. L'Itala San Marco ricomincia a respirare. La compagine gradiscana non ha tradito nel momento della verità, lo scontro diretto con il Lignano che aveva il compito di buttare giù dalla torre una delle due candidate - loro malgrado - alla retrocessione diretta.

Grazie alla zampata del baby puntero Germani, schierato un po' a sorpresa dal 1' da mister Lugnan, l'Ism non ha fallito e riesce nella doppia missione di giornata: scavare tre lunghezze fra sé e i rivieraschi (ma in caso di arrivo a pari punti è come se fossero quattro, dato che i biancoblù hanno vinto entrambi gli scontri diretti) e rosicchiare qualcosa a chi la precede in classifica, perché per disputare i play-out è necessario vi siano meno di 10 lunghezze di svantaggio. Aggiungiamoci il fatto che i tre punti di domenica chiudono un doppio cerchio - ritrovata la vittoria casalinga dopo ben 11 mesi e il successo pieno dopo un girone intero, dato che l'unica vittima della stagione era stato lo stesso Lignano - e si comprenderà facilmente come il successo al "Colaussi" sia stato vissuto come una sorta di 25 aprile in salsa calcistica gradiscana.

Uno dei simboli della liberazione è proprio il capitano degli isontini, quel Julian Campanella che bene incarna la metamorfosi dell'Itala. A Lignano, all'andata, condusse la squadra al successo e ci rimise pure una spalla che lo ha tenuto a lungo fermo ai box. Al ritorno è stato uno dei simboli di una vittoria forse bruttina, ma figlia di un grande spirito di gruppo. In mezzo c'è la sua evoluzione - programmata da mister Lugnan - da trequartista di grande intuito, a mezz'ala, a rubapalloni che non t'aspetti nella battaglia con il Lignano. «E' un successo pesantissimo, che fa sicuramente morale e accresce la nostra autostima ma dà anche un sapore meno angosciante alla nostra classifica - tira un sospiro capitan Campanella -. Non è stata una delle nostre migliori prestazioni, del resto la posta in palio era troppo importante e la tensione si è sentita da ambo le parti. Ma per una volta siamo stati bruttini e abbiamo vinto - se la ride "Campa", veterano italino a dispetto delle appena 22 primavere -: troppe volte siamo usciti dal campo con i complimenti ma a bocca asciutta. Chiaramente non abbiamo fatto ancora un bel nulla, ma adesso possiamo finalmente tracciare una riga e iniziare un nuovo campionato. Il nuovo ruolo? Cerco di dare il mio contributo. Nel riscaldamento ci è mancato anche Sirach e la mediana ha dovuto fare una prestazione di grande sacrificio. Ho cercato di dare una mano nelle due fasi, come sapeva fare il mio ex compagno Alessandro Paolucci, dal quale ho appreso molto. Credo che Sirach sia per caratteristiche il suo erede naturale, io ho altre qualità. Mi è piaciuta la compattezza della squadra, ora continuiamo a vivere alla giornata per arrivare pronti alla fase decisiva del torneo».

Luigi Murciano

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