Per Stefano Tonut 7 minuti di applausi e un po’ di emozione
LA NOTA
roberto Degrassi
Arriva la prima sconfitta per l’Italia nelle qualificazioni ai Mondiali ma la Nazionale di Sacchetti ci mette il cuore e regge alla grande la scena dopo aver vacillato sotto uno scarto che si avvicinava pericolosamente al ventello. Premessa doverosa: la Croazia per rianimare le speranze di ammissione al secondo giro di valzer iridato ha messo nel motore i signori della Nba, ed è un bell’andare con un Bogdanovic che dalla lunetta è una sentenza e capitalizza i falli che con una tecnica e talento sopra la norma sa procurarsi. In fondo anche il 2 su 15 dal campo di Saric pesa poco quando il quintetto di Zagabria può contare anche sui 216 centimetri che Zubac, cuore Lakers, muove sul parquet con la velocità di un esterno.
L’Italia è orfana dei big, Nba ed Eurolega, e perde pure Dani Hackett che dopo poco più di quattro minuti è fuori causa per un infortunio a una caviglia. Ma questa Nazionale ha preso dal suo condottiero carattere e voglia di non mollare. Tiene.
L’Alma Arena risponde, offrendo squarci di vuoto solo in tribuna. Per il resto, popolo ed entusiasmo. Il borderò ufficiale recita 5421. Figurone anche presso la Federbasket che del resto sa che la piazza triestina non tradisce mai. La serie A riguadagna una delle città più calde verso il basket dello scenario nazionale. L’occasione di ieri è di quelle, del resto, dove non c’è solo una partita da seguire ma anche una scorsa al parterre è un gran bel concentrato di sapienza cestistica. Vrankovic e un rilassato Toni Kukoc, qualche chilo e capello bianco in più.
La partita di Stefano Tonut inizia dopo sette minuti, in un quintetto che, fuori Hackett, sta già cambiando volto rispetto a quello di partenza. In precedenza si era già preso ovviamente la razione più robusta di applausi. Il tributo all’emozione è il pallone che scivola dalle mani al momento di tentare il primo tiro. Capita. Capita anche a chi il parquet di Valmaura lo ha calpestato per meno tempo: la tripla azzardata da Filloy all’ingresso in campo può venir catalogata tra le armi non convenzionali, fuori bersaglio.
Tu chiamale se vuoi emozioni. —
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