Platini gela i tifosi juventini: «Gli scudetti vinti? Sono 29, non 31»

ROMA. Gli scudetti della Juventus sono 29, anche per un bianconero doc come lui. Michel Platini, da buon presidente della Uefa, non può non dare l’esempio e torna sulla questione dei titoli vinti...

ROMA. Gli scudetti della Juventus sono 29, anche per un bianconero doc come lui. Michel Platini, da buon presidente della Uefa, non può non dare l’esempio e torna sulla questione dei titoli vinti dalla “sua” Juve.

«Capisco la gente, che è innamorata della Juventus e che non vuole rischiare di lasciare due scudetti - dice a proposito della querelle sui 29 o 31 scudetti - Questi sono i tifosi, ma dopo, poi, c’è la giustizia, ci sono le regole che li hanno tolti. Dobbiamo scegliere sempre la giustizia».

«La Juve ha pagato, ma poi li farà 31 o 30. Anche Andrea Agnelli continua a puntare sul 31? Penso che a livello nazionale e internazionale, la Federcalcio, la Lega, ha il conto giusto e non quello che pensa Andrea. Però, se lo pensa, non lo dice», aggiunge Platini.

Resta il fatto che la Juve è tornata a vincere e in molti indicano in Antonio Conte il vero artefice della rinascita. «È difficile far uscire un personaggio da un collettivo - commenta il presidente della Uefa - Penso che Andrea Agnelli stia facendo un buon lavoro, che chi ha preso Conte ha scelto bene, che quelli che hanno preso i giocatori hanno scelto bene. Una società non è un solo personaggio, non è solamente un giocatore. Prima alla Juve si parlava solo dei giocatori, oggi si parla dell’allenatore. Le stelle della Juve sono sempre stati i giocatori, fino ad oggi che si parla dell’allenatore. Non è tanto buono questo. Anche Conte penso sia importante, ma sono i giocatori che fanno vincere le gare». Poi, raffrontando Andrea Agnelli con l’Avvocato, secondo Le Roi «ha la stessa passione, ma lo fa vedere molto di più. È molto più giovane, è molto più aggressivo, nel senso della parola. È bello aver ritrovato, dopo qualche anno, un Agnelli alla testa della Juve».

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