Procaccio: «Questa è la Triestina più forte»

«Dopo il lungo stop sto ritrovando la condizione. Mi trovo meglio da esterno offensivo rispetto a un ruolo da mezzala»
Antonello Rodio

TRIESTE

Dopo i problemi al piede dello scorso anno e la fatica all’inizio di questa stagione per trovare una buona condizione, Andrea Procaccio sta finalmente trovando continuità e un rendimento più vicino a quello dei suoi brillanti primi due anni.

Merito, racconta l’alabardato, anche del fatto di essere tornato al suo ruolo originale, e della forza di una Triestina che ritiene la più forte dei suoi quattro anni con l’Unione.

Procaccio, quanto è stata dura riuscire a trovare finalmente un po’ di continuità?

Tra una vicissitudine e l’altra, sono rimasto fermo parecchi mesi. Rientrare e riprendere la condizione non è stato semplice, giocavo un tempo e andavo in affanno. Piano piano però ho trovato continuità e mi ha aiutato anche il fatto di tornare a giocare in quello che in sostanza è il mio vero ruolo.

Quindi meglio da esterno offensivo che da mezzala?

Sì, da esterno offensivo riesco a esprimermi meglio. Andava ancora bene fare la mezzala nel 4-3-1-2, perché c’era anche la possibilità di allargarsi, invece farla nel 3-5-2 mi sono sentito un po’ chiuso, non libero di fare quello che volevo, quasi ingabbiato per timore di sovrappormi a chi giocava esterno. E credo che tutto questo si vedeva.

Solo una questione di ruolo o anche di minutaggio?

Avevo bisogno di un po’ di tutto, certo anche di giocare: perché a fare un tempo, poi restare fuori, non riuscivo a esprimermi al meglio. Inoltre da mezzala sei più statico, giochi più in inserimento invece che saltare l’uomo. Invece da esterno offensivo te la devi vedere solo con il terzino, nell’uno contro uno mi sento più libero, ho campo aperto ed è più facile nelle ripartenze.

Lei ha visto lo stadio Rocco pieno: quanto mancano adesso i tifosi?

Purtroppo ci manca tanto lo spirito che c’era a giocare sotto la curva. Anche se sono in 500 i nostri sostenitori li senti, ma dispiace che chi è arrivato adesso non abbia vissuto il tifo degli anni passati. Purtroppo la situazione ora è questa, speriamo si possa tornare presto alla normalità.

Come mai la squadra ha faticato tanto prima di trovare un buon ritmo?

L’ultimo giorno di mercato, la scorsa estate, erano arrivati in tanti, e ci metti un po’ per sapere come vuole la palla un nuovo compagno o come la vuole un altro. Serviva tempo ma adesso abbiamo ingranato, abbiamo iniziato a capirci, ora la squadra ha un’identità. C’è tanta gente forte, mancava solamente il piglio giusto, ora c’è molta più personalità di squadra.

Fin dove può arrivare questa Triestina?

Sicuramente possiamo arrivare in alto. Non posso dire al primo posto perché il Sudtirol non prende mai un gol e se continua così c’è poco da fare per le altre squadre, anche se dovrà recuperare molte partite. Ma con tutte le altre formazioni del girone possiamo dire la nostra e recuperare, non sono inarrivabili, anche il Padova, che comunque è molto forte. —



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