Quadarella sfiora il bis negli 800 stile libero

Bellissimo argento della campionessa romana La rabbia di Federica Panziera giù dal podio per 5 centesimi

GWANGJU. «Volevo l'oro». C'è più amarezza che gioia nelle parole di Simona Quadarella, che ha sfiorato l'impresa nella finale degli 800 sl ai Mondiali di Gwangju, cedendo solo nell'ultima vasca alla stella statunitense Katie Ledecky. La romana, neocampionessa del mondo dei 1.500, ha aggiunto un argento alla ormai ricca collezione tricolore di questo Mondiale - il migliore nella storia del nuoto azzurro, con tre ori, un argento e due bronzi, nell'attesa delle prove di oggi - ma sentiva suo il metallo più pregiato, avendo capito di essere ormai al livello della fuoriclasse Usa. Rabbia e delusione, invece, nel dopogara di Federica Panziera, seconda punta azzurra di giornata, rimasta fuori per soli 5 centesimi dal podio dei 200 dorso, dominati da un’altra Usa, Regan Smith.

C'era enorme attesa per le prove delle due azzurre che, sulla scia dei trionfi di Federica Pellegrini, confermano il peso sempre crescente dell'elemento femminile anche nel mondo del nuoto, ma anche se non sono arrivati i risultati sperati la prospettiva, in chiave Olimpiadi, è quasi entusiasmante. «Fosse stato un altro tipo di gara, mi sarei accontentata di più. Avere assaporato l'oro in questo modo, e non essere riuscita a prenderlo, lascia amarezza - ha spiegato Simona Quadarella, che fatto segnare il nuovo primato italiano -. C'è un po’ di rammarico per il risultato, ma non per la prestazione: ho avuto la consapevolezza di poter battere un'atleta che, fino a tre anni fa, vedevo in tv. Questo mi deve aiutare per arrivare a Tokyo, credendoci ancora di più».

«Perdere la medaglia per 5 centesimi brucia, ci sono rimasta male - le parole della trevigiana Panziera -. La medaglia era alla portata, ma purtroppo ho sbagliato gara. Adesso devo resettare e restare concentrata, perché domani c'è la staffetta e poi si penserà alla stagione olimpica».

Altre due azzurre si sono messe in mostra ieri: la 14enne Benedetta Pilato e Martina Carraro, che si sono qualificate rispettivamente con il terzo e quarto tempo alla finale dei 50 rana, anche se due plurimedagliate come la statunitense Lilly King e la russa Yuliya Efimova hanno prenotato i migliori posti sul podio.

Non ci sono solo sogni in rosa, però, visto che tra le gare più attese dell'ultima giornata di Gwangju c'è la finale dei 1.500 uomini, con Gregorio Paltrinieri che punta al terzo oro consecutivo sulla distanza e a diventare il primo nuotatore italiano della storia a firmare una doppietta iridata nella stessa edizione dopo gli 800 dominati l'altro ieri. Tra gli otto finalisti c'è anche Domenico Acerenza, alla prima finale mondiale. Nelle batterie, cercheranno l'accesso alla finale anche Ilaria Cusinato nei 400 misti e le staffette miste. —

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